Jean-Claude Juncker va e viene dal paradiso (fiscale)

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26 ottobre  – Jean-Claude Juncker: prima presidente dell’Eurogruppo, poi presidente del Consiglio europeo e Primo Ministro del Lussemburgo e ora Presidente della Commissione europea.

Ma se si guarda al Granducato del Lussemburgo – scrive il fatto – , lì il rapporto è ancora più inquietante: 227 miliardi di depositi per un Pil di appena 44. Siamo al 517%. E’ una quota raggiunta grazie a un’imposizione minima pagata sulle holding e all’esistenza del segreto bancario (che, in realtà, almeno ufficialmente, non viene applicato a Cipro).

In effetti ai clienti non residenti delle banche lussemburghesi è assicurato che il loro nome mai e poi mai verrà comunicato alla propria amministrazione fiscale. E malgrado siano stati conclusi accordi per lo scambio di informazioni tra il Lussemburgo e altri Stati europei, nella realtà dei fatti il Granducato ne fornisce il minimo possibile. Non per niente figura al terzo posto nella classifica mondiale dei Paesi con maggiore opacità finanziaria, stilata dal Tax Justice Network.

Ma come premio a questo “piccolo paradiso fiscale”, che ancora non ha dato prova di collaborare con il resto dei PAESI DELL’EUROZONA, hanno nominato il lussemburghese Juncker ad un posto di vertice al posto di Barroso. Siamo in mano ad un uomo che viene da un piccolo stato che agevola gli evasori di tutto il mondo e che ancora non ha dato prova di come agevolerà la caccia agli evasori.
Carlo Violati



   

 

 

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