Forza Italia, Gianmarco Landi chiede trasparenza su candidature e fondi

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FORZA ITALIA, GIANMARCO LANDI CHIEDE TRASPARENZA SU CANDIDATURE E FONDI.

E’ Gianmarco Landi presidente dell’Associazione Azzurra Libertà dell’Emilia Romagna che bando alle ciance prende carta e penna e scrive ai vertici di Forza Italia. E Landi, lo fa prima di rinnovare la tessera ma soprattutto prima di assicurare il propio contributo alla imminente campagna elettorale alle regionali in Emilia Romagna di cui – per sgombrare subito il campo da eventuali pensierini su interessi di parte – non è personalmente interessato alla candidatura. In una lettera-appello inviata ai vertici di Forza Italia, Landi chiede a chi di competenza di chiarire pubblicamente quali sono i criteri attraverso cui Forza Italia presenterà le prossime candidature al Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna.

Ma Landi, chiede di conoscere anche il criterio secondo cui vengono usati quei fondi istituzionali che vengono usati da tutti i Consiglieri dell’ex gruppo regionale PDL oggi denominato Forza Italia. Landi – sostiene nella lettera – che Forza Italia stia versando una condizione di ‘dissanguamento’ elettorale verso sacche di astensionismo, ma anche un virulento voto di protesta contro una situazione di stallo dove è indispensabile agire ascoltando i segnali che arrivano sia dai sostenitori forzisti che dall’elettorato tutto, e non di meno dal Presidente Berlusconi, al fine di rimuovere le posizioni di rendita. Q

uesto, secondo Landi, è ancora più doveroso in Emilia Romagna per due ragioni in particolare: la prima è che tutti gli altri principali partiti avversari adottano un qualche modus operandi che mette in controluce i metodi ed i criteri di selezione interna, dimostrando, con le loro percentuali sempre più alte in questa Regione, quanto ciò sia premiante sotto il profilo elettorale; la seconda attiene invece le indagini in corso da parte della Magistratura sull’uso dei fondi istituzionali adottato da tutti i Consiglieri dell’ex gruppo regionale PDL oggi denominato Forza Italia (unico caso di gruppo rimasto numericamente immutato).

Sia chiaro – dice il presidente dell’Associazione Azzurra Libertà Emilia Romagna: è più che legittimo che un consigliere uscente possa essere ricandidato, atteso che il garantismo è un pilastro di ogni Comunità politica Liberale, ma è indispensabile che ognuno di essi renda pubblico, nei modi che ritiene, fornendo ai Media o riportandolo sul proprio sito internet, un rendiconto analitico sul modo con il quale i suoi uffici personali hanno fatto ricorso ai soldi dei cittadini, anche perché non sono ‘brustolini’, in molti casi si parla di cifre che si attestano nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro. Landi, suggerisce ai destinatari della sua missiva una prudenza preventiva al fine di indurre il Movimento ad imporre il dovere etico e morale della massima trasparenza sull’uso delle risorse finanziarie istituzionali effettuato da chiunque intenda ricandidarsi e per di più sotto indagini da parte della Magistratura, cioè tutti i consiglieri di Forza Italia, a quanto oggi risulta. Anche perché – prosegue Landi – i danni che ricadrebbero sul Movimento nel caso di procedimenti recrudescenti, come ad esempio quella di alcuni anni fa nel Lazio che coinvolse in primis il solo Fiorito, non sono difficili da immaginare, e per tanto occorre preservare il buon nome di Forza Italia con azioni preventive come quelle che mi sono permesso di suggerire.

In conclusione, Landi chiede ai vertici che prima di presentare le candidature vengano rese pubbliche le modalità attraverso cui viene dato attuazione ai desiderata del Presidente Berlusconi nel merito di una forte istanza di rinnovamento che coinvolga la rete dei club Forza Silvio – della quale si sente partecipe- traendo ispirazione dalle Democrazie Liberali moderne ridimensionando contestualmente tutti quei professionisti della politica strutturata alla vecchia maniera (come dice il Presidente Berlusconi), il cui humus culturale peraltro in alcuni casi è anche totalmente estraneo agli ideali Popolar Liberali e Riformisti del Movimento.



   

 

 

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