Il senatore USA John McCain e il suo ruolo nel “lancio” dell’ISIS

15 settembre – In un editoriale pubblicato su Boulevard Voltaire, Thierry Meyssan è tornato qualche giorno fa sulle fotografie e video apparsi su diversi media e che mostrano il senatore repubblicano, ex candidato alla Casa Bianca, John McCain in compagnia di rappresentanti di fazioni opposte al regime siriano, fra cui Al Baghdadi, futuro califfo dello Stato Islamico.

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Meyssan parla anche di una riunione organizzata dalla NATO il 4 febbraio 2011 al Cairo per lanciare la “primavera araba” in Libia e in Siria. A suo dire la riunione era presidiata da John McCain.

Il 22 febbraio 2011, scrive, John McCain era in Libano per organizzare il trasferimento di armi in Siria. Dopo aver lasciato il Libano, aveva ispezionato la frontiera siriana e individuato i villaggi che sarebbero serviti come base ai mercenari per la guerra che si stava preparando.

Meyssan scrive anche dell’incontro in Siria di McCain con i leader dell’opposizione armata: “Il viaggio era stato organizzato dalla Syrian Emergency Task Force, che contrariamente a quanto fa pensare il suo nome è un’organizzazione sionista guidata da un membro palestinese dell’AIPAC [un gruppo di pressione americano noto per il forte supporto allo stato di Israele, ndr].

 

Ucraina, il senatore Usa McCain in missione a Kiev per sostenere le proteste (ndr)

Sulle immagini che erano state diffuse si nota la presenza di Mohammad Nour, portavoce del fronte terrorista Al-Nosra. Interrogato sulla sua vicinanza a terroristi islamici, il senatore repubblicano aveva affermato di non conoscere Mohammad Nour, che si era intrufolato nella foto di sua iniziativa.

Supponendo che effettivamente McCain non conoscesse Mohammad Nour, l’obiettivo del suo viaggio segreto in Siria era comunque quello di incontrare i vertici dell’Esercito siriano libero. A suo dire, questa organizzazione si compone esclusivamente di siriani che combattono per la libertà di fronte alla dittatura di Bashar al Assad e i suoi capi sono dei moderati degni di fiducia.

Un’altra prova fotografica da cui si vede che McCain, nel suo viaggio segreto in Siria, fu a contatto con i futuri leader dell’Isis.
Nella foto si vede il senatore discutere con Ibrahim Al-Badri, che con il nome di Abou Bakr Al-Baghdadi sarà il futuro califfo dello Stato islamico. Dall’ottobre 2011 Al-Badri, alias Al-Baghdadi, figura sulla lista dei terroristi ricercati dagli Stati Uniti e sulla lista del Comitato delle sanzioni delle Nazioni Unite.

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Un mese prima di ricevere il senatore McCain, Ibrahim Al-Badri, alias Al-Baghdadi, aveva creato lo Stato islamico in Irak e nel Levante – sempre facendo parte dell’Esercito siriano libero.

Aveva rivendicato l’attacco alle prigioni di Taj e Abou Graïb in Irak, da cui aveva fatto evadere centinaia di jihadisti che avevano integrato le fila della sua organizzazione. L’attacco era coordinato con altre operazioni quasi simili in diversi paesi. I fuggiti andavano a raggiungere organizzazioni combattenti in Siria.

Lo scopo perseguito da McCain (senza alcun mandato peraltro dallla Casa Bianca di Barack Obama, che subi’ l’iniziativa senza saperne nulla) era quello di dividere l’Irak in diverse parti per meglio sfruttarne le risorse energetiche. In passato gli americani non ci sono riusciti, malgrado avessero tolto di mezzo il presidente iracheno Saddam Hussein. Oggi ci riprovano con l’aiuto dello Stato islamico.

L’operazione è preparata da tempo, ancor prima dell’incontro di McCain e Al-Baghdadi. Migliaia di jihadisti sono stati formati in Qatar e in Libia dopo la caduta di Gheddafi e lo Stato islamico ha ricevuto finanziamenti per quasi 3 milioni di dollari.

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Violando l’accordo di difesa con l’Irak, gli Stati Uniti non sono intervenuti e hanno lasciato che lo Stato islamico proseguisse la sua conquista territoriale e il massacro di oppositori e minoranze religiose.

E’ stato solo di fronte al crescere dell’emozione pubblica per via delle decapitazioni degli ostaggi che Barack Obama si è trovato costretto a bombardare le posizioni dello Stato islamico. Però, secondo il generale William Mayville, direttore delle operazioni dello Stato maggiore:

“questi bombardamenti sono poco suscettibili di pregiudicare le capacità globali dei jihadisti o le loro attività in Irak e in Siria”.

I bombardamenti americani non puntano a distruggere le postazioni militari dei jihadisti ma servono a fare in modo che ogni gruppo si mantenga nel territorio che gli compete. Si è trattato di bombardamenti simbolici.
A rallentare l’avanzata dello Stato islamico sono invece stati i curdi del PKK turco e siriano, aprendo un corridoio che ha permesso alle popolazioni civili di sfuggire ai massacri.

Fonte: medias-presse.info

Qui un articolo molto dettagliato http://popoffquotidiano.it

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