Giustizia: Grillo contro la separazione delle carriere voluta anche da Falcone

Grillo tells president fix Italy or call another election

 

26 agosto – “Il M5S non parteciperà ad alcuna discussione sulla cosiddetta riforma della Giustizia voluta da un pregiudicato i cui obiettivi sono la separazione delle carriere, l’abolizione della obbligatorietà dell’azione penale, la responsabilità diretta dei magistrati, la proibizione della pubblicazione delle intercettazioni e la riduzione dei tempi di prescrizione”. Lo ribadisce oggi il blog Beppegrillo.it, in un post anonimo, quindi attribuibile al leader del Movimento 5 stelle, dedicato al ministro Guardasigilli Andrea Orlando, definito, nel titolo del post, “ministro senza dignità”.

“Una riforma – prosegue Grillo – fatta su misura per i ladri e preceduta da leggi ignobili di Berlusconi durante i suoi governi. Se Renzie vuole parlarci insieme sono fatti suoi, non nostri, questo nonostante appelli continui di sirene istituzionali avvenuti in questi giorni con telefonate private ai nostri senatori. Sirene astenetevi! Noi non siamo in vendita. Nè siamo un call center del Soccorso Piduista”.

A giudizio di Beppe Grillo se il Movimento 5 stelle decidesse di “sedersi al tavolo con il manichino Orlando vorrebbe dire riconoscerne la dignità, ma lui l’ha persa nel momento in cui ha scelto di negoziare la giustizia con un condannato in via definitiva per truffa fiscale”.

“Che credibilità può avere un ministro del genere? Da chi prende ordini e, soprattutto, cosa c’entra con la giustizia?”, conclude senza mezzi termini il leader M5S.

[box] “Un sistema accusatorio parte dal presupposto di un pubblico ministero che raccoglie e coordina gli elementi della prova da raggiungersi nel corso del dibattimento, dove egli rappresenta una parte in causa. Gli occorrono, quindi, esperienze, competenze, capacità, preparazione anche tecnica per perseguire l’obbiettivo. E nel dibattimento non deve avere nessun tipo di parentela col giudice e non essere, come invece oggi è, una specie di para- giudice. Il giudice, in questo quadro, si staglia come figura neutrale, non coinvolta, al di sopra delle parti. Contraddice tutto ciò il fatto che, avendo formazione e carriere unificate, con destinazioni e ruoli intercambiabili, giudici e Pm siano, in realtà, indistinguibili gli uni dagli altri.

Chi, come me, richiede che siano, invece, due figure strutturalmente differenziate nelle competenze e nella carriera, viene bollato come nemico dell’indipendenza del magistrato, un nostalgico della discrezionalità dell’azione penale, desideroso di porre il Pm sotto il controllo dell’Esecutivo. E’ veramente singolare che si voglia confondere la differenziazione dei ruoli e la specializzazione del Pm con questioni istituzionali totalmente distinte”

(Giovanni Falcone, La Repubblica, 3 ottobre 1991).[/box]



   

 

 

1 Commento per “Giustizia: Grillo contro la separazione delle carriere voluta anche da Falcone”

  1. La cosa incredibile è che ci sono 9 milioni di italiani che lo hanno votato. Molti di loro non sanno nemmeno quello che fa il movimento 5 stelle ma il problema è che continuano a votarlo.

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