Mucca pazza, donna di 54 anni muore a Reggio Emilia

vaccin8 agosto – Una donna di 54 anni residente in provincia di Bolzano, ma domiciliata nel Reggiano, è deceduta ieri nel reparto di neurologia dell’arcispedale S.Maria Nuova per sospetto morbo di Creutzfeldt Jacob (encefalopatia spongiforme). Lo ha reso noto la direzione generale dell’azienda ospedaliera. La donna era ricoverata dal 3 giugno. La causa di morte verrà confermata dall’autopsia, che sarà eseguita all’ospedale Luigi Sacco di Milano, attraverso analisi sul tessuto cerebrale della paziente.

Durante la degenza – spiega la direzione generale dell’ ospedale – il quadro neurologico è progressivamente peggiorato. L’11 giugno le analisi condotte sul liquido cerebro spinale «hanno mostrato una positività patologica ad una proteina frequentemente presente nelle encefalopatie spongiformi». Il quadro clinico «è costantemente ed ulteriormente peggiorato nelle settimane successive», fino al decesso.

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Con un interessante e coraggiosa intervista pubblicata da Avvenire (08.06.2003) il prof. Paolo Blasi, che insegna Fisica generale all’Università di Firenze, di cui è stato anche rettore, ha spiegato che La «mucca pazza» è nata per colpa di false voci sul cloro cancerogeno. Bugie e pregiudizi anti-tecnologici diffuse dalle associazioni ambientaliste che fanno perdere tempo e distolgono risorse dai veri rischi.

Alla fine degli Anni ’70, gli scarti di macelleria venivano usati per produrre mangime per gli allevamenti. Un mangime ricco di proteine. Le carcasse venivano trattate a 130 gradi e si usava un solvente particolare: il diclorometano. Gli ambientalisti inglesi, affermando che questa sostanza poteva essere cancerogena, spinsero le imprese ad adottare un procedimento diverso. Niente solvente e drastico calo del trattamento termico delle carcasse: da 130 a 80 gradi. Ma a questa temperatura, il prione – che è responsabile dell’encefalopatia spongiforme bovina, la Bse – non muore e così può trasmettersi dal mangime agli animali. Sappiamo tutti quello che è successo».

GREEN WATCH NEWS n. 18



   

 

 

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