Gli agenti: rischiamo la vita e non ci pagano, pronti a manifestare contro Renzi

polizia

di Chiara Giannini

30 magg – “Andiamo in piazza a farci prendere a botte, in missione all’estero in prima linea, rischiamo la vita in ogni momento e il governo ci lascia con gli stipendi bloccati dal 2010, con le indennità ridotte e gli straordinari sottopagati”: è questa la voce unanime dei militari e del personale del comparto Difesa e Sicurezza, vale a dire Carabinieri, agenti di Polizia, rappresentanti dell’Esercito, della Marina Militare, dell’Aeronautica, della Guardia di Finanza e dei vigili del fuoco.

La legge 122 del 2010, infatti, stabilì che per i 4 anni successivi (2011, 2012, 2013 e 2014) lo stipendio percepito fosse bloccato alla cifra corrisposta al 31 dicembre 2010. Un provvedimento che avrebbe dovuto riguardare tutto il pubblico impiego. “In realtà – spiegano i militari – non è così. Visto che ai magistrati non viene applicato, mentre agli insegnanti è già stata resa una parte di quanto non avuto, in questo 2014. Noi, invece, abbiamo accettato l’assegno una tantum con percentuali sempre in diminuzione (si è passati dal 98% del 2011 allo 0% di quest’anno)”.

La questione è semplice: alla maturazione di determinati anni di servizio si acquisiscono degli elementi della retribuzione che vanno a compensare quelle maggiori responsabilità derivanti dall’impiego. Quello che in gergo tecnico si chiama “assegno funzionale”. Il primo scatto di questo emolumento lo si percepisce al 17° anno di servizio. Altri scatti al 25° e al 32° anno. Chi durante gli anni del blocco ha maturato queste anzianità non ha diritto ad avere i soldi, proprio perché questi anni non costituiscono “punteggio”.

Ma non è tutto, perché oltre all’assegno di funzione sono stati bloccati anche gli effetti economici delle promozioni: in pratica si viene promossi, ma solo di grado, perché lo stipendio resta quello del grado precedente. “Così – spiega Rocco Gallo, fondatore del gruppo Facebook “Assegno di funzione e blocco stipendiale – Forze armate”, che conta oltre 2.700 iscritti – a seconda del grado che si ha, si perdono in busta paga dai 200 ai 1.000 euro lordi al mese. E considerando che ci sono molte famiglie monoreddito, questo sta a significare che a essere penalizzate sono le famiglie italiane.

Non tenendo di conto, poi, che gli straordinari ci vengono pagati in parte, che le indennità le percepiamo in percentuale ridotta, che le nostre divise devono durare anni e essere rattoppate perché non sono mai sufficienti. Ecco come siamo costretti a lavorare”. Lo Stato chiede, insomma, ma anziché dare, toglie. “E questo – prosegue Gallo – non fa altro che demotivare gli agenti, i militari, gli impiegati del comparto Difesa e Sicurezza”.

Ma non è finita: “Il prossimo 5 giugno – chiarisce Vincenzo Romeo, rappresentante del Cocer Carabinieri – si terrà in piazza di Siena la cerimonia per il bicentenario dell’Arma. Avevamo proposto un luogo più grande, in modo che molti carabinieri potessero partecipare, ad esempio lo stadio, ma ci è stato riferito che il Presidente della Repubblica potrà essere presente solo il 5 e lo stadio, quel giorno, non era a disposizione. Così solo le autorità e pochi altri parteciperanno a una manifestazione che riguarda tutta l’Arma”.

E c’è chi già annuncia proteste formali per il blocco degli stipendi quel giorno, oltre a una manifestazione che si terrà nel mese di settembre. “In pratica – tiene a dire ancora Romeo – gli 80 euro in busta paga tanto pubblicizzati da Renzi li paghiamo noi agli italiani. Cosa chiediamo? Che il governo ci ascolti e tolga il blocco quanto prima”. Si dice, infatti, che dal 1 gennaio 2015 questo passo dovrebbe essere possibile. “Ma non abbiamo garanzie – concludono i militari – e nei sindacati non riponiamo più tanta fiducia”. La questione interessa circa 100mila persone. E nell’ambiente regna un incedibile malcontento. Si corra ai ripari, quindi, perché lavorare senza riconoscimenti e il giusto stipendio demotiverebbe anche il più appassionato tra i lavoratori.

da libero quotidiano



   

 

 

2 Commenti per “Gli agenti: rischiamo la vita e non ci pagano, pronti a manifestare contro Renzi”

  1. E no, non sono per nulla d’accordo con la frase; “In pratica – tiene a dire ancora Romeo – gli 80 euro in busta paga tanto pubblicizzati da Renzi li paghiamo noi agli italiani….
    Ma che diamine sta dicendo? Tutti stanno nella stessa barca, privato o pubblici è uguale, solo che a differenza vostra, è l’italiano privato che paga i Vs. stipendi e non il contrario… poi molti carabinieri o poliziotti o chi che sia, lavora 6 ore e 45 minuti, prendendo una busta paga che va oltre i 1400 al mese…..il privato se facesso quell’orario ne prenderebbe 800-900…non lamentatevi sempre, pensate a chi uno stipendio non l’ha o non arriva a 1000 al mese!!!
    A me ad esempio per legge non mi spetta lo scatto per il ruolo che ho, quindi io finchè non raggiungerò i 40 anni di contributi, non avrò diritto ad un aumento…

  2. a ME dispiace dirlo ma la colpa e vostra cari AGENTI TUTTI in particolare i POLIZIOTTI da quando vi hanno declassificati con leggi del KAZZO -tipo-quella che una persona vi puo’ anche sputare e non viene messa in galera-VI DOVETE RIBELLARE E SCENDERE IN PIAZZA FAR VALERE E DIFENDERE I VOSTRI DIRITTI VOI SIETE SUPERIORI AI MAGISTRATI E POLITICI che stanno imbacuccati nelle poltrone e prendono molti soldi.

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