Arresti appalti Expo: “Il Pd favoriva le coop rosse”

coop13 magg – “Su Expo si sono create le condizioni ideali perché questo meccanismo di corruzione si mettesse in moto”. Parola di Stefano Boeri, che all’indomani dagli arresti per corruzione e turbativa d’asta sugli appalti di Expo (e di altre grandi opere lombarde) si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Boeri è stato assessore alla cultura della giunta di Giuliano Pisapia: tra le sue deleghe c’era anche l’Expo, ma i rapporti tra lui e il sindaco non sono mai stati eccellenti e, a un certo punto, Boeri è stato “silurato”.

Ora l’archistar ripercorre la vicenda, alla luce degli arresti, per spiegare che cosa secondo lui non è andato per il verso giusto. Lo fa con una intervista al Corriere della Sera. Secondo Boeri, “l’elemento degenerativo è nato immediatamente, con la scelta di organizzare l’evento su un’area privata”, a cui sono stati assegnati diritti di costruzione. Area che è stata pagata quindi molto più del valore agricolo precedente.

Di sé afferma di avere fatto “di tutto” perché fosse la giunta di Milano a “guidare” il progetto. “Bisognava capire – spiega Boeri – che l’Expo poteva essere un’accelerazione formidabile verso una transizione di questa città in un futuro diverso, che andava raccontato”. A suo dire, invece, Pisapia ha commesso l’errore di “una politica di riduzione del danno”, quindi di avere evitato proprio questo ruolo-guida.

L’affondo principale, però, è verso il Partito democratico. “Reo” di avere lasciato da solo Boeri, suo assessore di punta, ai tempi dello scontro con Pisapia. “Sospetto che il Pd di allora – afferma ora Boeri – conservasse un rapporto anomalo con certi operatori interessati all’evento, come quelli con alcuni settori del mondo delle cooperative”.

MAJORINO ATTACCA – Le parole di Boeri hanno provocato uno ‘scossone’ all’interno del Pd milanese. Il primo a intervenire è l’assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino, secondo cui l’archistar sbaglia a mettere in collegamento la fine della sua presenza in giunta con Expo. “Non abbiamo bisogno di polemiche ridicole o generalizzazioni”, sostiene Majorino: “Se c’erano politici che favorivano le Coop rosse emergano i nomi e i cognomi e si mettano alla porta, in caso contrario la si faccia finita”.

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