Nuova estrema protesta dei malati di Sla: “Senza assistenza ci lasceremo morire”

7 magg – “Ci lasceremo morire, ci autorottameremo”. Nuova, estrema forma di protesta da parte dei malati di Sla e altre gravi patologie. Il Comitato 16 Novembre, guidato da Salvatore Usala, tornerà a Roma mercoledì 7 maggio, per una manifestazione davanti al Ministero dell’Economia, in via XX Settembre. “Faremo lo sciopero della fame e della sete totale – conferma Usala – 43 malati gravi, con tracheostomia, faranno lo sciopero da casa a partire dal giorno 6 maggio”.

sla

Una protesta ad alto rischio per persone affette da malattie gravi, che è costata la vita lo scorso ottobre a Raffaele Pennacchio, medico di 55 anni affetto da Sla, morto dopo un duro presidio proprio a Roma. Come tutti gli aderenti al Comitato, anche lui si batteva per il rispetto della dignità dei malati, chiedendo la possibilità di assistenza domiciliata. Proprio una gigantografia di Pennacchio accompagnata dalla scritta “Non c’era tempo, non c’è tempo” e tanti cartelli, con la scritta “assistenza domiciliare indiretta, meno strutture residenziali sanitarie” accompagnano la protesta.

Spiega ancora Usala:”Considerata l’assenza di risposte positive alle diverse richieste rivolte dal Comitato 16 Novembre al Governo di avviare un tavolo interministeriale sul piano nazionale per la non autosufficienza, promesso a fine 2013 insieme all’aumento del fondo nazionale per la non autosufficienza, abbiamo deciso di scendere di nuovo in piazza per difendere i diritti fondamentali delle persone con disabilità grave e gravissime”.



   

 

 

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