All’oratorio si impara l’arabo “ponte tra religioni e culture”

araboBrescia, 11 mar . L’IDEA È NATA dal confronto tra il parroco don Angelo Mosca, il curato don Massimo e Said Meghras, italiano nato in Marocco, in Italia da oltre 20 anni. Si è quindi tradotta nel progetto «Segni di fraternità».
L’insegnamento della lingua araba, affidato a cinque docenti di lingua madre che parlano un ottimo italiano, grazie alla collaborazione con la Parrocchia ha fin qui potuto contare su cinque aule dell’oratorio ogni sabato mattino.

La scuola si fonda sulla condivisione dell’affermazione del Messaggio per la giornata mondiale della Pace di Papa Francesco: «Nel cuore di ogni uomo e di ogni donna alberga il desiderio di una vita piena, alla quale appartiene un anelito insopprimibile alla fraternità».

Il corso è frequentato da bambine bambini e ragazzi, in maggioranza nati in Italia e che parlano solo italiano, mentre i loro genitori parlano arabo e spesso solo quello.



   

 

 

1 Commento per “All’oratorio si impara l’arabo “ponte tra religioni e culture””

  1. Perché non un corso di italiano (a pagamento) per quei genitori che parlano solo l’arabo?

Commenti chiusi

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