UE: debito pubblico troppo alto, Italia di nuovo tra i Paesi ‘sorvegliati speciali’

letta_saccomanni

11 nov – Sul fronte dei conti pubblici è in arrivo da Bruxelles una cattiva notizia,: mercoledì con ogni probabilità l’Italia tornerà tra i Paesi ‘sorvegliati speciali’ per il debito troppo elevato, mentre venerdì dovrebbe arrivare il via libera al ‘bonus’ Ue per gli investimenti e una promozione della legge di stabilità, con qualche ‘riserva’. La prima, ovvia, di tenere i saldi invariati dopo qualunque emendamento. La seconda, meno scontata ma più preoccupante, di non fermare il percorso di aggiustamento strutturale, al momento al palo, per centrare l’obiettivo di pareggio di bilancio nel 2015 e, di conseguenza, far scendere il debito.

Mercoledì la Commissione farà per la terza volta il suo nuovo esercizio previsto dal ‘Semestre europeo‘, che punta a individuare gli squilibri macroeconomici di un Paese per metterlo in allerta e consentirgli di correggerli prima che diventino gravi e mettano a rischio la tenuta di un Paese. L’Italia fin da subito (aprile 2012) era finita tra i dodici Paesi con squilibri seri, ma dopo un’analisi approfondita, ad aprile di quest’anno la Commissione concluse che i rischi non erano ‘eccessivi’, e quindi la procedura di controllo si è interrotta.

Ma Bruxelles aveva comunque messo nero su bianco i problemi italiani e chiedeva al governo un’azione decisa per migliorare la performance degli export, la competitività e per ridurre l’elevato debito pubblico che poneva rischio soprattutto in un momento di crescita condizionata. Viste le ultime previsioni economiche Ue della scorsa settimana che prevedono un nuovo aumento del debito nel 2014, la Commissione tornerà a richiamare l’Italia perché un indebitamento così elevato pesa sulle prospettive di crescita. Soprattutto perché impedisce politiche anti-cicliche e nuova spesa per investimenti.

Gli unici investimenti che Bruxelles approverà sono quelli previsti nel ‘bonus’ europeo, cioè quei tre miliardi che il governo ha già inserito nella legge di stabilità. Si tratta delle spese per progetti co-finanziati dalla Ue. Venerdì la Commissione darà il suo ok sia alla legge di stabilità che al bonus, ma ricorderà al governo che i margini di manovra sulla spesa sono esauriti per il 2014: con questa legge di stabilità l’aggiustamento strutturale resta fermo, e invece dovrebbe proseguire perché solo raggiungendo il pareggio di bilancio nel 2015 si assicura la discesa del debito. Bruxelles potrà quindi chiudere un occhio per il 2014 – la clausola per investimenti Ue consente una deviazione dal pareggio di bilancio solo per un anno – ma questo comporterà uno sforzo maggiore di aggiustamento nel 2015. ansa



   

 

 

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