L’immigrazionismo visto a occhi chiusi

sbarchi220 ott – L’immigrazione in Italia, è una subdola ideologia immigrazionista imposta attraverso una deliberata falsificazione dei dati con lo scopo di attuare il processo  iniziato negli anni ’70 in cui è stato convenuto di unire le due sponde del Mediterraneo (ora, Cimiterraneo), per creare un Nuovo Continente (eurabico) popolato da  una razza meticcia per trasformare così l’Europa in Eurabia

Attraverso l’edulcorazione dei dati pongono in atto una propaganda immigrazionista al fine di imporre il vero e proprio “dogma” di una visione positiva dell’immigrazione.

Dobbiamo diffidare dalle statistiche.  E soprattutto, non bisogna lasciarci condizionare o  manipolare dai troppi luoghi comuni, come ad esempio:

Gli immigrati vengono per lavorare! Falso, la maggioranza di loro oggi viene per ricongiungersi ai famigliari o per islamizzare l’Italia, l’Europa, l’Occidente.

L’Italia ha bisogno di immigrati? Falso. Ci sono milioni di disoccupati italiani.

Gli immigrati sono la salvezza del nostro welfare! Falso. Per 10 di loro che contribuiscono ce ne sono altri 90 che ne usufruiscono e sono solo un costo.

Gli immigrati sopperiscono alla denatalità dell’Italia! Falso. Anche se la nostra natalità ha le sue criticità, si nota già un trend di crescita. E non ultimo, nascere in Italia non significa essere italiani.

Gli immigrati fanno lavori che gli italiani non volgono fare! Falso. Fermo restando che la mano d’opera poco qualificata è nociva a qualsiasi economia (e noi, Italia ne stiamo subendo già le conseguenze ), gli immigrati sottraggono il lavoro agli italiani con una concorrenza sleale, perchè subiscono o comunque accettano il lavoro nero, sottopagato e senza quei Diritti ottenuti con lacrime e sangue.

Quindi, la mia proposta di DEMIGRAZIONE è sempre la più intelligente, e soprattutto la più efficacie. “Aiutiamoli a casa loro”. Indipendentemente da cosa ne penseranno gli ipocriti, gli imbecilli, i vigliacchi e gli impostori, quanto sostengo in questo progetto, non veicola alcun odio o sentimento di superiorità, ma veicola l’amore delle Culture radicate e diverse, il rispetto degli Esseri Umani e della loro Storia, Cultura, Identità e Civiltà; a cominciare dalla nostra.

La cattiva o la mancata conoscenza della Storia, volontariamente diffusa dai Media asserviti ai poteri oligarchici europei, le confusioni sapientemente costruite fra schiavitù, colonizzazione ed emigrazione, hanno generato la doppia impostura della VITTIMIZZAZIONE degli stranieri presenti sul nostro suolo e la COLPEVOLIZZAZIONE degli autoctoni; quest’ultima s’iscriva nell’auto-denigrazione sistematica, delle pseudo-èlites, che sono al potere da 30 anni.

Armando Manocchia

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3 Commenti per “L’immigrazionismo visto a occhi chiusi”

  1. Grazie ad Armando Manocchia per il coraggioso articolo-

  2. D’accordissimo con il Direttore Manocchia!!!

  3. Ettore Ranella

    Intanto Armando Manocchia ci mette faccia, nome e cognome. E il suo non è coraggio, è solo onestà intellettuale. Per contro la mancanza di coraggio è di chi si cela e si trincera dietro uno pseudo, in questo caso sovietizzante.
    L’articolo dice cose vere e documentate, e il fatto che “anche” degli italiani compiano efferatezze non giustifica quelle di importazione.
    L’Italia è sotto una vera e propria invasione sulla quale è in atto una feroce speculazione di tipo economico (per soldi, insomma) perpetrata da partiti e associazioni assai vicine alla cultura della steppa e degli Urali. Questi soggetti hanno tutto l’interesse a vittimizzare questi “poveri” clandestini per indurre nell’opinione pubblica quel senso di colpa che poi giustifica l’esborso di oceani di denaro destinato alla cosiddetta “solidarietà”. I dati sono esatti: solo il 10% degli invasori ha il permesso di soggiorno, gli altri sono qui per campare a sbafo, nel migliore dei casi.
    Ma ormai i giochi stanno per finire, gli intrallazzi delle organizzazioni umanitarie e dei partiti che le appoggiano stanno venendo a galla, e prestissimo gli itaglioti si accorgeranno di essere italiani. Fossi nei panni di un “buonista solidale, difensore, antifascista e antitutto”, mi affretterei a lasciare l’Italia, magari con destinazione Maghreb…!
    P.S.: mi piacerebbe tanto sentire uno di questi con gli occhi improsciuttati esprimere un parere proprio e non limitarsi a criticare quello degli altri. Cosa c’è, il partito non vuole?

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