Rapporto Coop, consumi scesi ai livelli degli anni ’60 – ’70

consumi6 set.- Alimentari e abbigliamento si attestano ai livelli di consumo piu’ bassi dagli anni 60/70, mentre a registrare un segno positivo sono ormai quasi solo i gadget tecnologici come smartphone e tablet: e’ uno dei segnali piu’ eloquenti che emergono dal Rapporto Coop 2013 Consumi e Distribuzione, presentato oggi a Milano. Secondo il rapporto ci sono pochi motivi per essere ottimisti sul futuro: nonostante anni di flessioni elevate, non si assistera’ a una ripresa dei consumi alimentari e non alimentari in tempi brevi. Il 2014 stimano gli analisti COOP – sara’ caratterizzato da un ulteriore contrazione dello 0,5% nel settore alimentare e da un -6,1% nel settore non alimentare.

Nel settore alimentare la media della spesa pro capite si attesta ormai intorno ai 2400 euro (un valore inferiore a quello del 1971, a parita’ di valore della moneta), e alla fine del 2013 il calo in quantita’ rispetto ai valori pre-crisi del 2007 raggiungera’ quota -14%. Ormai l’81% degli italiani ha cambiato abitudini di consumo, una percentuale che in Europa e’ superata solo dagli spagnoli, e gia’ oggi sono circa 3 milioni le famiglie che non riescono a permettersi un pasto proteico adeguato ogni due giorni. La spesa alimentare, se calcolata su valori reali, sembra tornata ai livelli degli anni 60.

L’italiano medio rinuncia persino ai vizi: i consumi di vino registrano un calo del 4%, il numero di sigarette fumate scende del 14% in due anni, e si registra un forte aumento solo sul fronte del gioco d’azzardo, soprattutto online, che alla fine del 2013 al netto delle vincite, sfiorera’ i 100 miliardi di euro.

Altra nota positiva, registrano ironicamente gli analisti COOP, va rintracciata nell’aumento dei consumi di accessori erotici (+6,4) e viagra (+8%). Oltre all’alimentare, crollano anche i consumi di abbigliamento e calzature, libri e giornali, automobili e viaggi. Unico settore in controtendenza e’ quello tecnologico: sono ormai 40 milioni gli italiani connessi a internet, di cui 29 milioni sono attivi ogni mese. Ventitre milioni di italiani accedono a internet attraverso tablet e smartphone, un aumento di ben 10 milioni rispetto al 2012. “Non vediamo alcun fondamento razionale nell’ottimismo degli ultimi giorni – dice Marco Pedroni, presidente della COOP – e, anche se si registra un piccolo allentamento della sfiducia di imprese e famiglie, restano i dati duri della riduzione del potere di acquisto, della contrazione dell’occupazione e di una distribuzione del reddito sfavorevole per i ceti popolari e per una parte importante delle classi medie. E’ necessario un forte sostegno alla domanda interna, un’azione decisa da parte del governo. Non si possono caricare ulteriormente nuove tasse sui consumi, e per questa ragione siamo fortemente contrari a un nuovo aumento dell’IVA. (AGI) .



   

 

 

1 Commento per “Rapporto Coop, consumi scesi ai livelli degli anni ’60 – ’70”

  1. Quelli della coop sono preoccupati per il calo delle vendite……Forse chiederanno di aumentare il finanziamento pubblico ai partiti.

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