Kyenge: per favorire l’integrazione ci vuole un cambiamento culturale degli italiani

kyenge23 giu – Per favorire l’integrazione degli immigrati ci sono due strade: una è la campagna sul territorio a favore di un cambiamento culturale sulla cittadinanza, l’altra segue il percorso legislativo. È quanto sostiene il ministro per l’Integrazione Cecilie Kyenge. Sul fronte parlamentare, Kyenge ha sottolineato come si stia «calendarizzando il lavoro alla luce delle 20 proposte di legge presentate da più gruppi politici. Spero che presto si arrivi all’intesa per un’unica legge».

Lo ha detto il ministro all’Integrazione, Cecile Kyenge, alla 18ma edizione del Festival dei Popoli in corso a Giavera del Montello.

«Il punto più importante – ha sottolineato – lo abbiamo comunque già raggiunto, facendo parlare tutti dell’integrazione, anche chi la pensa diversamente dagli altri, specie sullo ius soli». «La questione importante – ha aggiunto – era mettere tutti insieme a ragionare per arrivare ad una legge il più possibile condivisa». «Sui tempi non decido io – ha rilevato Kyenge – che mi occupo della semplificazione e sulla sensibilizzazione sui temi della cittadinanza».

«Parlare di più di immigrazione ci fa capire che da fenomeno negativo come era visto, ora è una risorsa». «Lavorando su questo concetto, su questa strada, con la conoscenza dell’altro – ha aggiunto – vediamo che attraverso l’integrazione noi possiamo cercare tirare fuori da ogni persona un suo contributo, e quando le culture si incontrano si arricchiscono». «Attraverso questo percorso sicuramente nel Governo, nel Paese – ha concluso – riusciremo a dare un’altra immagine dell’immigrato»



   

 

 

12 Commenti per “Kyenge: per favorire l’integrazione ci vuole un cambiamento culturale degli italiani”

  1. Fortuna D'Antonio

    Bella risorsa davvero

  2. si direi che l’integrazione arricchisce…. le vostre tasche e quelle degli immigrati… non certo quelle dei cittadini italiani che si stanno impoverendo sempre più…. smettiamola con questa cavolate una santa buona volta e cerchiamo di chiedere il parere degli italiani come è normale in una vera democrazia…. poi se ci volete imporre il tutto chiamiamo le cose con il loro nome e diciamolo pure che è una dittatura…. mica siamo idioti!!!

  3. ma non vedete che questa donna odia l’italiani?

  4. Cambiamento culturale dell’ Italia? Continua a dare i numeri ogni giorno… SE vogliono adattarsi alla nostra cultura ben venga, SE NON vogliono farlo che si stiano in Africa tanto non mancheranno a nessuno.

  5. Sarebbe il caso che la ministra diversamente bianca leggesse la colonna delle notizie che è esposta qui di fianco. secondo lei, noi italiani, dovremo cambiare cultura: si, e adottare quella dei delinquenti…..

  6. ma quale risorsa, gli africani vengono tutti per essere assistiti,i nostri giovani che emigrano sono risorse per gli altri paesi, perchè sono,ricercatori, laureati, specializzati ma questi che cosa sanno fare,niente sono forse, idraulici , falegnami ,tappezzieri? no, e allora questa cretina di cosa parla. Piuttosto, lei che ha avuto la fortuna di studiare, e di laurearsi perchè non è tornata al suo paese,li sarebbe stata utile alla sua popolazione invece di venire a dettare legge qui da noi.E poi di quale cambiamento culturale parla, Siamo tutti imbufaliti perchè tutta ‘sta gente toglie ha noi risorse economiche a noi.a questi neanche sbarcano vengono assicurati 40 euro al giorno. Taccia che è meglio

  7. L’Italia è sempre stata un popolo di emigranti anche in un passato recente (la mia famiglia in Svizzera e quella di mia moglie in Belgio) e sappiamo le difficoltà da emigranti spesso malvisti nonostante comportamenti ineccepibili. Ma mia suocera anche con il marito che lavorava in miniera partecipava alle attività caritative della Missione Cattolica del posto. Queste invece vogliono venirci a insegnare l’accoglienza!

  8. vandabortolanvanda

    Sig.ra Ministra kienge pensavo di partire per il Congo per un corso di integrazione . Vorrei evitare di incontrare i tagliatori di teste (tipo quelli che hanno massacrati gli italiani che erano venuti nel suo grande e belpaese a portare aiuti alimentari. Pensa che sia opportuno portare un kit di salvataggio?

  9. Mauro Invernizzi

    “un cambiamento culturale sulla cittadinanza, l’altra segue il percorso legislativo”. In pratica come dire che se io vado a vivere a casa di una altra persona, questa persona deve farsi imporre le mie regole. Ma Stiamo impazzendo? Esiste pure il detto ” se sei a roma fai come fanno i romani!” non dice se sei a Roma fai come fanno i Congolesi… L’integrazione non è farsi minacciare e sopraffare da tutti gli stranieri che vengono da noi, ma è fare in modo che queste persone, ben disposte e pronte a lavorare, siano in grado di vivere la loro vita dignitosamente, arricchendo la cultura in cui si sono integrate. Non annintandola sostituendola con la loro.

  10. Ginevra Gardini

    Evidentemente la sig.ra congolese oltre a essere ingrata perchè da noi ha ricevuto accoglienza e benessere oltre che una laurea importante …che lei potrebbe e dovrebbe utilizzare a favore dei suoi connazionali congolesi che sono alla fame di cibo e cultura…non si deve permettere di dirci cosa dobbiamo o non fare nel nostro paese…lei comanda in congo non in Italia…il nostro dna è chiaro…anche il suo…neanche per un solo secondo lei sarà mai degna di essere italiana…ha anche dichiarato che non si sente italiana e che ci odia e che le donne italiane dovrebbero abortire per estinguere la nostra razza…sig.ra se ne vada finchè è in tempo…

  11. Basta con la stupida similitudine italiani emigranti del 900=immigrati di oggi, si parla di contesti storici e sociali assolutamente diversi! L’italia NON ha bisogno di immigrati (e ve lo dice un 24enne figlio di madre tedesca). L’italia non ha bisogno degli immigrati africani o orientali che NON favorisco l’economia e creano microclimi etnici autogestiti, sono assolutamente in-integrabili (e per buona parte per loro volontà). Finiamo questo buonismo, e cerchiamo di non lamentarci solo quando il male capita a noi in prima persona

  12. Questa è tutta ipocrisia di chi mette in posti così pregiati i loro servi, per gestire meglio i loro affari futuri!!
    L’italiano non è un razzista, ma come hanno amministrato i nostri governanti, compresi gli europei, hanno fatto sì che venisse messa una certa discussione che molto facilmente ribadiscono come razzismo, invece l’italiano diventa più povero di loro che dovrebbero essere ospti in casa nostra almeno fino a che non si integrano nel nostro paese con la nostra civiltà, per essere come noi e per avere i nostri diritti, senza che questi da noi per anni osannati, arriva un barcone e loro si prendono i privilegi … questa è solo una minima parte di quello che ci sarebbe da evidenziare!!
    E pensare che ho scritto sulla sua bacheca complimentandomi del finalmente creato ministero della integrazione, mi sa però che questo è un ministero della totale disintegrazione del popolo italiano!! Integrazione è tutta altra cosa, si integra chi arriva nel paese che lo ospita, non è il paese ospitante che si integra ai valori culturali dell’immigrato!!
    Attenzione, ci stanno distruggendo tutto anche la nostra cultura verrà messa dopo di loro anzi lo hanno già fatto!!
    … e ancora c’èmolto altro da dire!!!

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