Ilva, Confindustria: il Parlamento fa le leggi, la magistratura non le applica

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19 gen. – Il blocco dell’attivita’ dell’Ilva “comporta conseguenze devastanti per l’intera industria italiana e danni irreversibili al comparto siderurgico e al suo indotto. Non possiamo permetterci di rinunciare alla vocazione industriale del nostro Paese e per questo chiediamo al governo di intervenire con forza”.

Lo ha detto il direttore generale di confindustria, Marcella Panucci, al tavolo in corso a Palazzo Chigi. “Il mancato sblocco dei materiali sulla banchina – ha aggiunto Panucci – crea problemi in termini di fornitura di prodotti siderurgici: le imprese italiane che si approvviggionano da Ilva hanno grandi difficolta’ a trovare forniture sostitutive”.

Per Confindustria “in questa situazione si e’ verificato un ‘corto circuito’ della democrazia: c’e’ un Parlamento che fa le leggi e una magistratura che non le applica. Siamo molto preoccupati per l’immagine pessima del nostro Paese all’estero”. Viale dell’Astronomia si chiede infine “come si pensa di attrarre investimenti se non garantiamo a chi investe le tutele minime di uno stato di diritto?”.

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1 Commento per “Ilva, Confindustria: il Parlamento fa le leggi, la magistratura non le applica”

  1. La Magistratura dovrebbe applicare le leggi, per mandato costituzionale, non le proprie ideologie.
    Questo vulnus è gravissimo e fa danni immensi, mentre qualcuno si avvantaggia in modo personalistico dei danni che fa alla nazione.
    Secondo me.

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