“Vita di Maometto a fumetti”, l’ultima provocazione del giornale francese Hebdo

30 dic. – Incurante delle conseguenze che le sue sortite su Maometto hanno sempre scatenato e attratto dall’impennata dalle vendite conseguente, il settimanale satirico francese Charlie Hebdo torna ad occuparsi di Maometto.

Stavolta, promette il direttore ‘Charb’, non per irridere il Profeta, come per le vignette pubblicate a settembre in piena crisi per il film islamofobo “The innocence of muslisms”, ma per una sua “biografia autorizzata” a fumetti. Per Charb non si tratta “una provocazione”, ma di un progetto, “perfettamente halal (che rispetta i principi musulmani, ndr) perche’ realizzata sulla base di quanto scritto da musulmani sulla vita di Maometto e semplicemente rappresentata in immagini”.

Peccato che per i musulmani la rappresentazione fisica del Profeta e dello stesso Allah sia severamente proibita. Charb non e’ d’accordo e afferma che questo divieto e’ “solo una tradizione non citata dal Corano”, e aggiunge che, “non si intende ridicolizzare Maometto”, e che, “si potra’ leggere come le storie che si insegnano a acatchismo su Gesu'”.

Il direttore del settimanale e’ convinto che “i musulmani piu’ saggi non condanneranno”, la sua idea, “alla fine”. Nessun riferimento alla moltitudine i cui animi estremamente sensibili si sono sempre infiammati, spesso con conseguenze letali, per ogni ‘intervento’ occidentale sul Profeta e l’Islam.

Come accade solo tre mesi fa quando il settimanale pubblico’ nuove vignette sul Profeta costringendo la Francia a chiudere tutte le ambasciate nei Paesi musulmani per timore di rappresaglie. La sede del settimanale fu data alle fiamme e distrutta a novembre del 2011 sempre per reazione di una vignetta su Maometto in cui sulla copertina (in cui esordi’ la dizione , ‘Sharia Hebdo’ ripresa lo scorso settembre) prometteva “100 frustate se non morirete dal irdere”.

Caricature Maometto su giornale francese

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Nel nome del sacrosanto principio della “liberta’ di espressione”, Charb ha da sempre ignorato le conseguenze delle sue azioni. Nel febbraio del 2006 aveva ripubblicato le cosiddette ‘vignette blasfeme’ sul Profeta, apparse per la prima volta sei mesi prima sul danese ‘Jylland Posten’, scatenando manifestazioni di poteste, finite spesso con vittime, in tutto l’Islam. agi



   

 

 

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