Padre del dottorando suicida: Giovani choosy? Querelo la Fornero

Norman Zarcone

31 ott – Il padre di Norman Zarcone, il dottorando che si tolse la vita lanciandosi nel vuoto dalla facolta’ di Lettere dell’Universita’ di Palermo per protestare contro le baronie universitarie, ha presentato un esposto alla Procura contro il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, che aveva usato il termine di “choosy” per riferirsi ai giovani.

“Non e’ piu’ concepibile -sottolinea Claudio Zarcone- che esponenti del governo continuino ad usare tale terminologia (da ‘bamboccioni’ a ‘sfigati’, a ‘choosy’) riferendosi ai nostri giovani, poiche’ viene offeso il percorso individuale, umano e professionale di un’intera generazione di talenti che non godono di particolari guarentigie o di un nome altisonante“.

“In questo modo – continua Zarcone – mio figlio viene ucciso ripetutamente. Tutta la sua generazione (e non solo) viene delegittimata, frustrata e mortificata”. Per il padre del dottorando l’affermazione del ministro “appare ingiusta e palesemente lesiva della dignita’ di tutti i giovani che, nonostante i titoli scolastici ed accademici conseguiti con merito e profitto, maturati anche con grandi sacrifici, personali e familiari, non ottengono riscontro sociale e non riescono ad inserirsi nel mondo del lavoro”.

“Cio’ che preme sottolineare e’ che Norman non era ne’ un ‘bamboccione’ ne’ ‘choosy’ – aggiunge Zarcone -. D’estate faceva il bagnino in un circolo nautico di Palermo, 12 ore al giorno, per apprendere l’etica del lavoro e, soprattutto, per rendersi parzialmente autonomo. Col suo gesto straziante ha voluto mandare un messaggio preciso e diretto alle Istituzioni e alle giovani generazioni. Il messaggio – conclude – di non piegarsi alle logiche di potere, il messaggio di non genuflettersi mai, il messaggio di meritocrazia”. adnkronos



   

 

 

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