Monti: “la bassa crescita e’ dovuta a peculiarita’ culturali del nostro Paese”

2 mag. – Una Europa ancora impegnata a costruire se stessa che non sta facendo ancora tutto il possibile per la crescita. Cosi’ la descrive un fine conoscitore di Unione Europea come il presidente del consiglio Mario Monti, a confronto con l’economista di fama internazionale Joseph Stiglitz. Tra i due esiste un rapporto che dura da molti anni.

L’Europa sta ripensando se stessa. “Non sta facendo certo molto bene sulla crescita”, ammette il presidente del Consiglio: “L’Ue ha l’obiettivo di costruire se stessa, il che puo’ comportare purtroppo una rinuncia nel breve periodo alla crescita“, ha detto. Crescita per la quale “non bastera’ poco tempo, per quanto brillanti possano essere i governi che succederanno a quello attuale, perche’ la bassa crescita e’ dovuta a peculiarita’ culturali del nostro Paese. E’ molto importante convincersi – ha aggiunto Monti – che una insufficiente crescita negli ultimi dieci-quindici anni e’ esistita, malgrado sia stata negata fino a qualche tempo fa”.

Per fare fronte a questo “ritardo” e in attesa di conoscere i nuovi equilibri derivanti dalle elezioni in Francia, occorre pungolare la Germania perche’ accompagni e dia linfa alla crescita di cui l’Europa ha bisogno. “Dobbiamo incalzare la Germania, ma esserle anche molto grati – ha spiegato – grazie a lei e’ stata attivata una batteria di vincoli oggettivamente angusti e perversi senza i quali non avrebbe accettato di condividere la moneta unica. Senza i vincoli imposti dall’Ue, l’Italia oggi sarebbe un Paese vagante nel vuoto ed e’ sempre possibile che torniamo in quel luogo“.

Di questi vincoli l’Italia si e’ giovata, anche perche’ per il presidente del Consiglio il nostro rimane un Paese “grandemente corporativo: c’e’ un rigetto di riforme che si sono lungamente invocate e che, dal momento in cui sono coglibili, vengono rigettate perche’, forse, si pensa che sia meglio avere gli alibi per non fare che avere le opportunita’ di fare”, rileva Monti per poi aggiungere:

“Cio’ che succedera’ in Francia potrebbe essere un fattore importantissimo, ma l’Italia si e’ messa gia’ in una buonissima posizione per aiutare Germania e Francia a trovare un nuovo equilibrio, se di questo si trattera’. Il precedente governo ha cercato di placare l’Unione Europea e i nervosismi dei suoi partner anticipando l’obiettivo di bilancio dal 2014 al 2013“. Quanto al suo esecutivo, invece, ha reagito diversamente. “Abbiamo evitato quello che voleva la Germania, un surplus di ulteriore rigore”.



   

 

 

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