Mutilazioni genitali: in Africa numerose comunita’ rinunciano a infibulazione

BRUXELLES – Sono ormai migliaia le bambine sfuggite alla mutilazione dei genitali, grazie ad un progetto dell’Unione europea e dell’Unicef che punta all’educazione e alla sensibilizzazione delle comunita’ locali. Lo annuncia la Commissione europea, oggi a Bruxelles, secondo cui ”non sono piu’ sottoposte a questa pratica le bambine che vivono in migliaia di comunita’ in Egitto, Eritrea, Etiopia, Senegal e Sudan”. E proprio il Senegal potrebbe diventare ”il primo paese nel mondo a dichiararne l’abbandono totale, probabilmente nel 2015, in quanto in un po’ meno di un decennio oltre 5.300 comunita’ hanno rinunciato alla mutilazione genitale”.

Cio’ non toglie che il cammino sia ancora lungo per riuscire a mettere fine a queste violenze, ma i progressi restano incoraggianti. In Egitto, ad esempio, dove il 91% delle donne sono soggette a queste pratiche, la mutilazione dei genitali e l’infibulazione diventano meno frequenti tra le giovani donne.

Nel 2011 infatti, ”17.800 famiglie ne hanno sottoscritto l’abbandono, mentre erano solo tremila nel 2007”. Anche in Etiopia si registra un declino, anche se lento: tra il 2000 e il 2005 la percentuale delle mutilazioni e’ passata dall’80% al 74%. Il progetto Ue-Unicef punta anche a far conoscere i pericoli di questa pratica dolorosa sulla salute delle donne (rischi emorragie, infezioni, malattie veicolate dal sangue, vulnerabilita’ all’aids, problemi al parto).

Particolarmente soddisfatto dei progressi realizzati il commissario europeo allo sviluppo, Andris Piebalgs, secondo cui con questo progetto ”l’Ue ha contribuito a lasciare scegliere le giovani donne di tutta l’Africa e permettere loro di diventare dei membri attivi delle loro comunita’ nel futuro”.

Il problema si pone anche per l’Europa: solo in Italia si stima siano fino a tremila le bambine nate e cresciute nel Paese che rischiano di essere sottoposte a mutilazione genitali. ansa



   

 

 

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