Cassazione: illegittimo Tso per studente che si rifiutò di mettere la mascherina in classe

mettere la mascherina e distanziamento

Il Tso era nullo. Dopo oltre quattro anni, la Corte di Cassazione mette la parola fine a una delle vicende più controverse esplose durante i mesi più duri della pandemia: quella di Valerio Tellenio, lo studente di Fano che nel maggio 2021 si incatenò al banco di scuola e finì ricoverato in psichiatria con un trattamento sanitario obbligatorio. Un provvedimento che oggi la Suprema Corte dichiara illegittimo. Una sentenza destinata a fare scuola, non solo per il caso umano che chiude, ma per i principi di diritto che fissa.

A esprimere soddisfazione sono i legali della famiglia, gli avvocati Isabella Giampaoli e Nicola Peverelli dello Studio legale Bartoli Bavai: “La Corte di Cassazione ha messo la parola fine all’incresciosa vicenda. Il tso che era stato emesso nel maggio 2021 dall’allora sindaco di Fano Massimo Seri è stato dichiarato nullo – riferiscono i legali della famiglia -: la Suprema Corte ha messo nero su bianco alcuni basilari principi di diritto che rendono giustizia ad un ragazzo vittima di incaute valutazioni da parte delle istituzioni interessate.

In primo luogo, è stato affermato che la manifestazione di idee anticonvenzionali non rappresenta un segnale patologico che può dar luogo ad un tso. In secondo luogo, dà atto che la prima diagnosi emessa dai medici che hanno formulato la proposta di Tso presso il Pronto soccorso di Fano non è stata confermata dal reparto di psichiatria dell’ospedale di Muraglia presso il quale è stato illegittimamente confinato Tellenio”.

Secondo la Cassazione, inoltre, “lo strumento del tso è stato applicato in maniera impropria ossia per sanzionare delle condotte che potevano avere, eventualmente, rilevanza disciplinare o penale (ma Tellenio è stato assolto in ordine al reato di turbativa di pubblico servizio) e non per la cura dell’interessato come previsto dalla legge – continuano i legali -.

Peraltro, vista la peculiarità del caso specifico, il ragazzo andava preventivamente ascoltato perché non è consentito emettere un tso sulla base delle sole valutazioni dei sanitari che hanno proposto la misura limitativa della libertà personale. Il fardello del tso è stato finalmente rimosso ma per ottenere giustizia si è dovuti approdare in Cassazione. Riteniamo che questa pronuncia, oltre a riabilitare Valerio, possa rappresentare il viatico per valutare ulteriori iniziative che possano ristorare le pesanti conseguenze patite dal ragazzo e legate al tso che non doveva essere irrogato”.

Per capire la portata della decisione bisogna tornare indietro. È il maggio 2021, piena emergenza Covid. All’istituto tecnico commerciale Olivetti di Fano il 18enne Valerio Tellenio protesta contro l’obbligo di indossare la mascherina in classe. Prima a parole, poi con un gesto clamoroso: si incatena al banco con una catena da bicicletta. La scuola tenta una mediazione, ma senza successo. Intervengono forze dell’ordine e ambulanza. Al pronto soccorso il ragazzo si oppone al tampone e la situazione degenera. Scatta il Tso, firmato dall’allora sindaco Massimo Seri, e il ricovero in psichiatria a Muraglia. Il caso esplode sui media nazionali, arriva anche alle Iene, e divide l’opinione pubblica e la politica.

Antonella Marchionniwww.ilrestodelcarlino.it

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