Zona stazione Pisa, residenti: qui la legge non esiste più

Zona stazione Pisa

Il presidente del Comitato di quartiere della stazione, Piero Ferrari, e la vicepresidente Sandra Capuzzi fanno sentire la voce dei residenti dopo il clamore e lo sbigottimento generati dall’omicidio del giovane parrucchiere tunisino. “Scriviamo a nome del costituito Comitato della Stazione di Pisa che interessa gli abitanti delle strade comprese tra via Fratti e viale Gramsci. Scriviamo per sottolineare e ribadire la difficile situazione che viviamo ormai da anni all’interno del nostro quartiere. Il gravissimo atto non è stato che il culmine di un crescendo di episodi di guerriglia urbana che ogni giorno viviamo e subiamo nel quartiere. Nelle zone di viale Gramsci quotidianamente assistiamo a risse, urla, spaccio, abusivismo ed episodi di prostituzione, episodi che seppur segnalati, non trovano risposte”.

“La zona intorno alla stazione via Puccini, via Colombo, via Vespucci, via della Spina è terra di spaccio – accusano Ferrari e Capuzzi – fatto ormai alla luce del sole, furti nelle auto, vandalismi. Abbiamo figli che vanno a scuola è che dobbiamo accompagnare e riprendere per paura che vengano minacciati o rapinati, ci sentiamo isolati e abbandonati, i nostri amici hanno paura a venire ospiti da noi. La nostra non vuole essere solo una lettera di lamentazione; vorremmo essere anche propositivi, metterci a disposizione anche per un ruolo più attivo ma abbiamo bisogno di poterlo fare in un contesto che sia sicuro. Non vogliamo essere strumentalizzati e siamo consapevoli che qui ci confrontiamo con problemi complessi e di non facile ed immediata soluzione. E’ per questo che chiediamo poche cose, semplici, chiare: una risposta immediata delle forze dell’ordine alle nostre chiamate di aiuto, una maggiore frequenza del pattugliamento in zona, anche con presenza interforze non solo nella zona della stazione, un controllo delle attività che sono svolte nella zona comprese quelle a carattere turistico, una verifica dell’anagrafe condominiale (quante persone abitano effettivamente negli appartamenti e a che titolo) una intensificazione in termini di pulizia e decoro, eliminazione di mercati abusivi e conseguente assembramenti”.

“Abbiamo costituito un Comitato di Quartiere – concludono Ferrari e Capuzzi – perché vorremmo ritornare ad esserlo a tutti gli effetti ‘Un Bel Quartiere’. Abbiamo bisogno di una risposta istituzionale forte e immediata e chiediamo di essere incontrati ed ascoltati, il nostro è un quartiere ancora residenziale, ci vivono famiglie, anziani, studenti. Le provenienze sono varie, non è questo che ci spaventa ma lo spaccio, le risse, la totale assenza di regole (qui si vende e si compra droga, ci si prostituisce, si presta denaro, si vende merce per strada). Noi vogliamo e faremo la nostra parte ma chiediamo che le istituzioni facciano la loro per questo chiediamo di essere incontrati e ascoltati se possibile nella giornata di mercoledì 10 o giovedì 11 agosto, o quando possibile, come rappresentanti del Comitato citato per fare proposte e collaborare da cittadini attivi. Non vogliamo e non possiamo continuare ad accettare questa situazione e non vogliamo essere costretti ad andare via come altri prima di noi hanno fatto”.  https://www.pisatoday.it

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