Trieste, manifestazioni vietate per proteggere il patrimonio artistico

ordinanza contro gli assembramenti

“In ragione della natura di luogo caratterizzato da un notevole afflusso di persone, sul quale insistono sedi istituzionali rientranti nell’elenco degli obiettivi sensibili e in considerazione del valore architettonico artistico dei palazzi, in via sperimentale fino al 31/12/2021, è esclusa dalla destinazione quale luogo di svolgimento di manifestazioni pubbliche la piazza Unità d’Italia”.

E’ quanto prevede il decreto della Prefettura di Trieste, annunciato ieri e pubblicato oggi, che fino a fine anno non consente manifestazioni pubbliche nella centrale piazza Unità. Il provvedimento firmato dal prefetto Valerio Valenti si collega al decreto prefettizio del 20 febbraio 2010 che aveva escluso in via permanente, tra le possibili aree per le manifestazioni, quelle su cui insistono la Cattedrale di San Giusto e la sinagoga.

L’esclusione relativa a piazza Unità, precisa il provvedimento, “non si applica alle funzioni, cerimonie e pratiche religiose e alle iniziative direttamente attinenti alle finalità di culto o promosse da organismi associativi delle rispettive comunità religiose; agli eventi, manifestazioni, cerimonie, celebrazioni realizzate e co-organizzate da enti pubblici”.

Manifestazioni vietate perchè mettono a repentaglio il patrimonio urbano

Tra le premesse del decreto si fa riferimento in particolare alle “recenti manifestazioni di protesta contro disposizioni normative volte a contenere il Covid-19”, che si “sono svolte in piazza Unità d’Italia creando situazioni di criticità per l’ordine sicurezza pubblica, l’incolumità delle persone con modalità che hanno messo a repentaglio il patrimonio urbano pubblico e privato anche con lancio di oggetti verso palazzi tutelati dal Ministero della Cultura”.  www.rainews.it

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