Islam, Sudan: scandalo per gli affreschi di Michelangelo

I nuovi ministri del governo di transizione hanno prestato giuramento davanti al presidente del Consiglio Sovrano, il generale Abdul-Fattah al-Burhan. Un solo ministero rimane vacante: quello dell’Educazione e secondo fonti attendibili di InfoAfrica non è un caso.
Nelle scorse settimane un nuovo libro scolastico ha infatti scatenato numerose polemiche per aver riprodotto l’iconica “Creazione di Adamo” di Michelangelo, dando origine a un dibattito molto sentito tra la popolazione e i vertici del Paese.

L’immagine “incriminata” consiste nella riproduzione del celebre affresco di Michelangelo rappresentante Dio che tende la mano ad Adamo per dargli la vita. Un capolavoro dell’arte rinascimentale del XVI secolo che fa parte del soffitto della Cappella Sistina a Roma.

La raffigurazione dei nudi non è stata gradita nemmeno dall’Accademia islamica sudanese di Fiqh (giurisprudenza islamica), che – si apprende da Rfi – ha emesso un editto che vieta l’utilizzo del libro nelle scuole. Nonostante il governo di transizione del primo ministro Abdalla Hamdok abbia spinto per riforme volte a smantellare decenni di repressione e forme di islam più intransigente, le proteste hanno scosso le autorità.

Il 6 gennaio Hamdok ha deciso di congelare le modifiche ai programmi scolastici e ha ordinato la formazione di una commissione che rappresenta tutti i settori della società per indagare sulla vicenda. Adel Hamza, dell’Accademia di Fiqh islamica, ha detto, come riferisce Rfi, che la “decisione di Hamdok ha risolto la questione”.

Ma, dicono le stesse fonti oltre che la Bbc, ha scatenato la rabbia dei riformatori, spingendo anche alle dimissioni dell’uomo che ha supervisionato i cambiamenti ai libri scolastici, il capo del Centro Nazionale per il Curriculum e la Ricerca Educativa (Nccer), Omer al-Qarray, che nella sua lettera di dimissioni ha scritto: “Mi trovo incapace di procedere con un governo portato da una rivoluzione popolare ma che si è arreso alle pressioni dei resti del defunto regime”. AGI.IT

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