Privatizzazioni, Draghi a M5s: “So cosa si dice di me, ma ora vedo il mondo in altro modo”

Mario Draghi prova a cercare un equilibrio per mettere su un governo di salvezza nazionale. Ecco perché – durante le consultazioni – avrebbe detto ai partiti tutto quello che volevano sentirsi dire. Come riporta Augusto Minzolini in un retroscena sul Giornale, infatti, al Pd Draghi avrebbe promesso un impulso all’integrazione europea; mentre a Matteo Salvini la rassicurazione che non ci sarà nessun aumento delle tasse. Ma il banchiere si sarebbe superato con i pentastellati. Tanto che Beppe Grillo, in un video pubblicato ieri sera, ha detto che il premier incaricato è un grillino a tutti gli effetti.

Al Movimento 5 Stelle, dunque, il premier incaricato avrebbe detto: “So quello che si dice su di me sulle privatizzazioni. Ma ora siamo in un altro contesto. Riproporre la stessa agenda adesso sarebbe un errore. Io poi oggi sono in pensione e vedo il mondo da un altro punto di vista“. Molti degli attivisti grillini infatti sono contrari all’idea di un governo Draghi anche per le sue scelte passate. In una lettera per dire “no” a Draghi, attivisti e portavoce del Movimento di tutta Italia hanno scritto: “Non potremmo mai stare al fianco di chi è stato complice della prevalenza della finanza sulla politica, con chi ha realizzato le liberalizzazioni e le privatizzazioni che hanno distrutto il tessuto economico del nostro Paese”.

Insomma, Mario Draghi ha cercato di mantenere un certo equilibrio con tutte le forze politiche che ha incontrato. Il suo è sembrato un distacco più da capo dello Stato che da premier incaricato. E infatti, fa notare Minzolini, l’obiettivo finale dell’ex numero uno della Bce sarebbe proprio il Quirinale. Ecco perché adesso sta preferendo volare alto, senza mai parlare – per esempio – di ministri e poltrone. “Non gli tiri fuori un nome neppure sotto tortura”, avrebbe confidato ammirato Matteo Renzi.  liberoquotidiano.it

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