Porto di Trieste in mano ai tedeschi

Si attendevano i cinesi, anche con una certa trepidazione, e sono arrivati i tedeschi. La Hamburger Hafen und Logistik Ag (Hhla), importante operatore del terzo porto d’Europa, Amburgo, si è ritagliata uno spazio da protagonista nella appena costruita Piattaforma logistica di Trieste (investimento di 150 milioni euro). In base a un accordo con i soci della società PLT, che ha sviluppato l’infrastruttura, Icop e Francesco Parisi, diventerà primo azionista dopo un aumento di capitale che passerà da 12 a 24 milioni di euro, versati interamente dai tedeschi che dunque acquisiranno il 50,1%. “E’ soltanto un primo passo – commenta Vittorio Petrucco, presidente di Icop – Come Amburgo è la porta del Nord, ci aspettiamo che Trieste divenga quella del Sud”.

La Piattaforma logistica è considerata una delle più grandi opere marittime costruite in Italia negli ultimi 10 anni; consentirà a Trieste- anche grazie al nuovo socio -di essere snodo per integrare le reti logistiche e portuali tra porti del Nord e Sud Europa. Un evento che verrà salutato domani con una cerimonia con il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli e il ceo Hhla Angela Titzrath. Si delinea la creazione di un gruppo leader in Europa, che svilupperà un terminal a servizio del sistema mare-ferro dei paesi dell’Europa centro orientale.

Un accordo naturale, si potrebbe definire, visto che lo scalo giuliano – grazie anche a un efficiente interscambio con il trasporto su ferro – trasferisce grandi volumi di traffico verso Nord ed Est Europa. Non a caso Zeno D’Agostino, presidente Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, ente che verificherà gli step autorizzativi e attuativi (Golden Power; parere della stessa Autorità e altri passaggi), parla per la città di un ritrovato “bacino naturale di sbocco Centro-Nord europeo che già in passato ha fatto grande il porto franco”, nell’epoca dell’impero austro-ungarico. Insomma, l’intesa bilancia gli interessi legati “alla Via della Seta” (quando si manifesteranno), convogliando grandi opportunità di scambio tra Europa e Far East. La Hhla è quotata in Borsa, occupa 6.300 dipendenti e movimenta 7,5 milioni teu di container; sviluppa un fatturato di 1,350 milioni euro; ha in corso investimenti in 4 terminal del porto di Amburgo, in un terminal a Odessa (Ucraina) e in uno a Tallinn (Estonia).

La Piattaforma è stata sviluppata dalla società PLT, costituita dalla casa di spedizioni Francesco Parisi, dall’impresa di costruzioni ICOP e dall’interporto di Bologna, è un progetto che si estende su 24 ettari, con doppio attracco e raccordo ferroviario e una concessione di durata trentennale, più altre aree della dismessa Ferriera di Servola destinate a essere integrate. (ANSA).

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One thought on “Porto di Trieste in mano ai tedeschi

  1. Mio cuggino “COMPLOTTISTA”, diceva, quando i politicanti greci (onestissimi) svendevano i loro porti, i greci stessi e tutta la Grecia…”Ora con i greci fanno le prove, ma domani toccherà all’Italia”.

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