Non solo business, anche “abusi sessuali sui migranti”

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Di Alberto Giorgi – Padre Antonio Zanotti è nei guai. La sua comunità Oasi 7, in provincia di Bergamo, è al centro di un’indagine in cui il religioso stesso è accusato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Secondo gli inquirenti, il convento in cui frate Zanotti è deus ex machina ha rendicontato spese inesistenti, emettendo così fatture false, per assicurarsi i 35 euro quotidiano erogati dallo Stato per ciascun migrante ospitato.

Ora a questa brutta storia se ne somma un’altra altrettanto brutta. E non è una storia nuova, bensì un qualcosa che era già emerso due anni fa. Il religioso è infatti accusato di abusi sessuali da un immigrato che fu ospite della comunità del bergamasco.



Nel luglio di due anni fa, come riportò il Corriere della Sera, il ragazzo sostenne di aver subito abusi nella comunità di Zanotti (che accoglie profughi e minori in difficoltà), portando all’attenzione delle autorità anche filmini e fotografie hard, depositate sia alla Procura di Roma sia in Vaticano, con tanto di denuncia per violenza sessuale. In quei materiali il frate cappuccino è in compagnia di un ragazzo.

Lo straniero che accusa Zanotti racconta, sostanzialmente, di essere stato costretto – a suon di botte e minacce – a diventare l’amante dell’uomo di Chiesa.

Ecco la Chiesa: in questi due anni di provvedimenti radicali da parte delle autorità ecclesiastiche non ne sono arrivati. Ciò che è arrivato è solamente un comunicato dei cappuccini per prendere le distanze da Zanotti, che fino a oggi però continua a indossare l’abito talare.

“Dopo circa tre o quattro mesi dal mio arrivo all’Oasi 7, il frate cominciò ad approcciarmi sessualmente. Poi, dopo avermi invitato a bere nella sua stanza, mise le mani nei miei genitali. Nonostante non fosse mio desiderio avere rapporti sessuali con il frate, non riuscivo ad oppormi…”, la testimonianza choc del migrante, riportate quest’oggi da La Verità.

Ed eccone un altro estratto preoccupante: “Padre Zanotti cominciò a farmi dei regali costosi, mi prometteva un lavoro retribuito e, se accondiscendevo alle sue richieste […] Mi minacciava che senza di lui avrei passato la mia vita in mezzo alla strada insieme ai disperati”.

Un racconto sconvolgente che prosegue così: “Le pretese di padre Zanotti erano sempre più insistenti e pressanti. Mi toccava di continuo. E mi costrinse a prendere del Viagra (una volta mi fece persino ingerire tre pasticche) perché lui potesse soddisfarsi…”. La Curia continuerà a rimanere in silenzio?

www.ilgiornale.it



   

 

 

1 Commento per “Non solo business, anche “abusi sessuali sui migranti””

  1. Il mondo cristiano è ormai sinonimo di separazione e di conflitti….sempre nel nome di Dio naturalmente!!!

    Chiudete le chiese e rinchiudere i buonisti!

Commenti chiusi

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