Sallusti: grillini teppisti della politica con la benedizione di Fico

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di Alessandro Sallusti

Riccardo Ricciardi, oscuro ex consigliere comunale di Massa, presunto esperto di regie teatrali miracolosamente approdato in Parlamento nel 2018 con l’infornata grillina, ieri è spuntato fuori dal nulla che ha caratterizzato la sua vita professionale e politica per attaccare violentemente il modello sanitario della Lombardia, i suoi tanti morti e il suo nuovo ospedale «costruito sprecando soldi pubblici» (essendo ignorante non sa neppure che l’ospedale in questione è stato costruito solo con i soldi di privati).

Da qui ne è nata una rissa verbale e fisica con i deputati lombardi che per poco coinvolge il presidente del Consiglio presente in aula.

Avendo l’acqua alla gola i Cinque Stelle mandano avanti picchiatori e provocatori con la benedizione del presidente della Camera Fico (amico del Ricciardi) e molto probabilmente anche del premier. I grillini non sono avversari politici, sono dei teppisti mantenuti della politica e pure senza scrupoli. Per fortuna è solo questione di tempo, al primo voto due terzi di loro dicono i sondaggi – andrà a casa a fare i conti con la disoccupazione dalla quale vengono. Tra questi sicuramente ci sarà il Ricciardi, ma anche i loro compagni di scuola (solo quelli di Di Maio sono cinque) i parenti e gli amici piazzati ben pagati in ogni dove, e questo sì è puro sperpero di denaro pubblico.

Sarà una liberazione, perché noi ci teniamo ben stretto il modello Lombardia e lasciamo ai grillini il modello Roma-Raggi (degrado e inefficienza da Terzo mondo), quello Bonafede-giustizia (quattrocento mafiosi scarcerati), quello Di Maio-reddito di cittadinanza (soldi nostri a mafiosi, pregiudicati e lavoratori in nero) e quello Conte-Coronavirus (milioni di italiani economicamente abbandonati).

Temo che il provocatore Ricciardi sia solo l’antipasto di ciò che ci verrà quotidianamente servito nei prossimi mesi, quando sarà chiaro a tutti che il governo non ha risolto neppure un problema. Fomentare odi e picchiare sugli avversari per depistare l’opinione pubblica diventerà lo sport preferito di chi vede avvicinarsi la fine della sua ricca avventura politica. Non ci faremo intimidire ma è ovvio che non ci aspettano bei tempi.

www.ilgiornale.it

 

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