Coronavirus: in quarantena in Romania, braccianti in Germania

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di Antonio Amorosi – Stai in quarantena, ma se vai a lavorare nei campi in Germania ti diamo la libertà condizionata! Per il contagio da Coronavirus i romeni sono segregatati in casa. Ma se devono alimentare l’economia tedesca diventano braccianti liberi. Miracoli della segregazione da Coronavirus europea! Anche la Romania è nella Ue!

Questo che vedete in foto è l’aeroporto di Cluj-Avram Iancu, nel nord ovest del Paese. Masse di volontari, impossibilitati a rispettare le minime norme di sicurezza, si accalcano all’ingresso. Sui volti dei lavoratori, prima in fila nel parcheggio, si intravede qualche mascherina. Ma quando le porte della struttura si aprono si scatena la calca. Molti sono provenienti dalla Transilvania e dalla Moldavia. David Ciceo, direttore dell’Aeroporto Internazionale Avram Iancu, ha dichiarato all’agenzia di informazione Mediafax che durante il giorno ci sono 12 voli in partenza con destinazioni Germania e precisamente verso Berlino, Baden-Baden, Karlsruhe e Dusseldorf. La direzione dell’aeroporto ha richiesto per gestire la situazione il sostegno della Prefettura, della Gendarmeria e della Polizia.  Voli di questa natura per la Germania sono previsti in modo ininterrotto.



I giornali romeni documentano che ogni giorno 2.000 connazionali si imbarcano con voli speciali per raccogliere frutta e verdura nell’agricoltura tedesca. 2.000 persone che aspettano nel parcheggio dell’aeroporto dal mattino prestissimo. Ieri erano lavoratori ordinari, oggi si sono trasformati in braccianti. Ci sarebbe un totale di 10.000 autorizzati, ma secondo le dichiarazioni ufficiali il dato mensile arriva a 45.000.  

La notizia è rimbalzata in Italia ed è arrivata al vicepresidente della commissione Affari istituzionali Gianluca Vinci (Lega) che ha commentato così ad Affaritaliani: “In Europa ci sono Stati che si credono di serie A e Stati trattati come fossero di serie B. Non serve vedere il MES per capire chi vuole comandare. Questa ne è un’ennesima dimostrazione, un’Europa di figli e figliastri non può funzionare. Non è accettabile una politica da segregazione razziale”.

Infatti diversi politici romeni hanno gridato alla segregazione razziale chiedendosi come sia possibile che la propria economia resti ferma, l’agricoltura nazionale marcisca nei campi e la manodopera romena vada in Germania.

Accede perché la situazione economica della Romania è preoccupante. L’agenzia di stampa, Agenzia Nova, ha comunicato che dall’entrata in vigore dello stato di emergenza, il 16 marzo, 952.929 contratti di lavoro individuali sono stati sospesi. In un solo giorno di lavoro 68.580 contratti. Il dato è stato pubblicato dal ministero del Lavoro e della Protezione sociale di Bucarest. Dei 952.929 contratti individuali di lavoro, 278.408 provengono dall’industria manifatturiera, 188.468 dal commercio all’ingrosso e al dettaglio/riparazione di autoveicoli e motocicli e 118.277 dall’industria alberghiera e della ristorazione. Anche se i numeri del contagio romeno sono ancora bassi: 5467 accertati e 282 morti.

La domanda da farsi é: quanto vale in Europa o nel Mes la vita di un romeno? Viene calcolata nei parametri finanziari dei vertici Ue? Sono questi i criteri che vogliamo usare per pesare la vita? Cosa c’è di diverso dalla legge dei lupi che mangiano gli agnelli?O dobbiamo ringraziare i tedeschi perché danno da lavorare alla povera gente? A scusate, sono solo romeni! Il “sogno europeo” era diverso, era per le ricche classi dirigenti, non prevede popoli come loro. Subito dopo ci siamo noi italiani, poi gli spagnoli, greci, portoghesi, ecc…

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