Fakenews? C’è solo da scegliere tra le frescacce del governo Conte

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di Francesco Storace – C’è qualche rischio per la commissione censura voluta da Palazzo Chigi, le fakenews sono diffuse dal governo e non sanno come fare. I ministri, disperati, devono far vedere che sono capaci di fare qualcosa, e si agitano. Ma si muovono male. Tra le pratiche su cui bisogna fare chiarezza ce ne sono diverse. Innumerevoli le frescacce di governo, una fabbrica di balle, e qualcosa bisognerà pur decidere per giustificare l’incredibile esistenza dell’organismo che si dovrebbe occupare proprio di fake news.

Le fakenews sulle mascherine – Ad esempio, la questione delle mascherine e dei vari dispositivi di protezione individuale. La protezione civile sforna ogni giorno numeri su numeri, ma non rende conto mai del materiale inutilizzabile inviato alle regioni. Borrelli e soci fanno la somma sul loro sito, ma le cifre sono sballate. C’è voluta una circolare dell’ordine dei medici per invitare gli operatori sanitari a non indossare le mascherine inviate dalla protezione civile. Erano inutili. Ma la sottrazione Borrelli non la fa.



Ieri la deputata di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli ha svergognato la bufala di governo: “In Piemonte sono arrivate migliaia di mascherine “finte” che a tutela del personale sanitario sono rimaste nei magazzini oppure un migliaio di maschere inutilizzabili”. La stessa cosa è successa anche nel Lazio dove la regione ha dovuto bloccare dopo qualche giorno la distribuzione dei dispositivi per l’allarme dei sindacati.

Altra frescaccia di governo è quella relativa alla “collaborazione” con l’opposizione. Giorni fa Giorgia Meloni era in collegamento con Rete4 e ha dovuto interrompere la trasmissione perché Palazzo Chigi la cercava urgentemente. Era per comunicarle che Conte stava per fare un annuncio agli italiani. Un minuto dopo il premier si materializzava su facebook….

Ieri è stata la volta di Patuanelli. Il ministro dello sviluppo economico ha fatto annunciare dal blog delle stelle per venerdì prossimo un decreto “del governo e del M5s” (deve essere un nuovo organo costituzionale creato in nottata all’insaputa degli italiani). Il cosiddetto “decreto liquidità”. Ovviamente l’opposizione non ne è stata informata, né chiamata a condividerne i contenuti prima di portarlo all’approvazione del Consiglio dei ministri. È sufficiente il like, il pollicione, dei militanti pentastellati a prescindere dal contenuto.

La balla dei 25 miliardi diventati 350. E poi 750…  – Tra le fakenews di governo una delle più clamorose è stata quella sui 25 miliardi “per gli italiani” incredibilmente gonfiata fino a 350 miliardi di euro e ieri sera a 750… Palla clamorosa, frescaccia straordinaria. A smontarla è bastata una lettera pubblicata proprio ieri su Il Tempo a firma del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Massimiliano Maselli. Quello che è stato un provvedimento che ha semplicemente spostato i termini di pagamento è stato spacciato come una manovra di investimenti, quelle che moltiplicano davvero la leva dei numeri.

Però il cannone propagandistico era già stato azionato e agli italiani è toccato tracannare persino questa panzana. Anche se di euro non se ne vedono né 25 miliardi e né 350…. Non vedremo neanche i 750.

L’opposizione dovrebbe proporre a Conte – continuando così – di poter istituire e finanziare anche una commissione censura di minoranza. Così per dimostrare quante sono le balle incredibili dettate dalla comunicazione fasulla al tempo del coronavirus.

Ovviamente, non si avverte alcun bisogno di organismi del genere, ma solo di serietà. Purtroppo, un governo che nasce in grembo al Grande Fratello televisivo non può fare altro… Fakenews? Gli specialisti sono loro. E non da oggi.

secoloditalia.it



   

 

 

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