Foibe, giorno del Ricordo. A Reggio Emilia ancora la via intitolata a Tito

In occasione dell’imminenza del Giorno del Ricordo che si celebra ogni anno il 10 febbraio (Legge n°92/2004), trattasi di una solennità nazionale che ricorda il dramma delle Foibe e dell’esodo forzato di 350 mila italiani costretti a lasciare le proprie case e le proprie terre, vorrei segnalare la benevolenza o amnesia dello Stato Italiano nei confronti dei responsabili di queste barbarie.

Dall’anno 1969 il massimo responsabile dei massacri di migliaia di italiani, il “maresciallo” Broz Josip Tito, risulta ufficialmente “decorato come Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica Italiana”, con l’aggiunta del Gran Cordone, il più alto riconoscimento dato dal nostro Paese. Queste alte onorificenze risultano conferite, incredibilmente, anche a tre suoi fedelissimi: Vrhunec Sig. Marko, Ribicic Mitja e Rustja V. Amm. Franjo.
Diversi parlamentari di Fratelli d’Italia e della Lega hanno presentato proposte di modifica della Legge n°178/1951, chiedendo che le onorificenze concesse in nome della Repubblica Italiana possano essere REVOCATE anche qualora il beneficiario non sia più in vita, cosa che, ad oggi, non è consentita. Tutto ciò, al fine di cancellare quella vergogna rappresentata dal nome del comunista Josip Tito e i suoi sgherri.

Giova evidenziare che le predette proposte di modifica della Legge consistono in appena due righe: “In ogni caso incorre nella perdita della onorificenza l’insignito, anche se defunto, qualora si sia macchiato di crimini crudeli e contro l’umanità”.
A meno che qualcuno non pensi ancora oggi – ed i fatti di cronaca che ogni anno, purtroppo, si registrano a ridosso della data del Giorno del Ricordo, lo farebbero tristemente pensare – che avere gettato migliaia di italiani nelle Foibe ed averne costretto altri 350.000 a lasciare le proprie case e le proprie terre, sia un merito, semplicemente perché commesso in nome del “dio comunismo”.

Il fatto stesso che ogni anno a Reggio Emilia (ma anche in altre città governate dalla sinistra), in occasione della solennità del Giorno del Ricordo, in memoria delle vittime delle Foibe e dell’esodo degli italiani da Istria, Fiume e Dalmazia, non siano presenti le Istituzioni locali (probabilmente sarà così anche la prossima!), fa presumere che gli orrori commessi dai partigiani comunisti titini non siano considerati tali dalla sinistra cattocomunista.

A Reggio Emilia, peraltro, vi è ancora la via intitolata al dittatore comunista Tito, nonostante diverse Mozioni dei Gruppi Consiliari di opposizione per revocarla, nonché la possibilità di cancellarla con un semplice provvedimento dell’Amministrazione Comunale.
Allego le quattro onorificenze presenti sul sito del Quirinale e la foto della via, nella zona Foscato, intitolata a Tito.

Reggio Emilia, 1° febbraio 2020 –  Cav. Ivaldo Casali

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