Sardine: cavallo di Troia dell’Islam e del Grande Disordine Organizzato

di Aldo Grandi

Poveri sciocchi. E poveri stupidi. Chi? Ma noi, i democratici, i liberali, gli italiani, la gente che lavora e che non ha tempo per andare in piazza e sfilare ostentando la propria disidentità sessuale, culturale, storica, la propria demenza giovanile, la propria ignoranza, la superficialità e la violenza eretta a sistema nei confronti di coloro che la pensano diversamente.

Vorrebbe, questo scribacchino da quattro soldi, riuscire a far venire a Lucca, a presentare il suo libro anzi, i suoi ultimi due libri – Guerrilla e Les Temps des Barbares – Laurent Obertone, per far capire a quei borghesi che di soldi, al contrario, non ne hanno soltanto quattro, ma molti, molti di più, che arriverà un giorno in cui il denaro non servirà più a niente così come tutto ciò che, al giorno d’oggi, ha un valore. Conterà solo la volontà di sopravvivenza e la capacità di sapersi difendere di fronte a chi, senza che nessuno possa impedirlo, vorrà impadronirsi della vita degli altri.

 

Quello che sta accadendo nella Francia del Très bien vivre ensemble è quello che accadrà entro qualche lustro anche qui, nella terra dove Bergoglio e i suoi imam, stanno distruggendo ogni residuo di orgoglio religioso per svendere il tutto all’Islam e alla società multietnica e multirazziale in realtà né multietnica né multirazziale, ma soltanto divisa e pronta a combattersi con ogni arma di sorta.

Anche Allah Bergoglio, a quanto pare, sta con le sardine tra cui, abbiamo visto stanno i sostenitori dello ius soli, della libertà incondizionata di religione che si traduce, ormai, nella libertà di essere tutto fuorché cristiani e di eliminare tutto ciò che, in nome di dio, può urtare la suscettibilità e, di conseguenza, la libertà di chi crede in un dio diverso. Già, ma chi difende la libertà della gente di Cristo? Per non parlare degli ebrei, accecati, forse comprensibilmente, dal ricordo dell’Olocausto al punto da vedere fascisti e nazisti ovunque, ma incapaci di accorgersi che i veri fascisti e i veri nazisti, pronti a riaprire i forni crenatori per ficcarceli dentro, sono proprio coloro che professano la religione dell’Islam e che odiano Israele quanto la odia la Sinistra italiana, capace di ricordarsi della stella di David solo quando c’è di mezzo qualche imbecille nostalgico antisemita.

A Sinistra, esattamente come negli anni Settanta, ci si domanda come governare il movimento delle sardine, così come, quarant’anni fa, era il movimento degli studenti a riempire le piazze e a intimorire la Sinistra ufficiale paurosa di vedersi scavalcare proprio a sinistra. La storia si ripete e anche oggi vedremo, magari, i partiti al governo farsi condizionare dalle sardine per paura di venire fagocitati. Ma si può avere paura delle sardine? No che non si può. Non si può aver paura dell’ignoranza fatta persona, dell’imbecillità eretta a sistema, dell’antifascismo ridicolo e arcobalenizzante eletto a feticcio da adorare sempre e comunque anche quando, di fascismo, non ce n’è più l’ombra. Già, ma il Grande Fratello Orwelliano ha capito che inventarsi il Nemico Inesistente contribuisce a dare un senso a chi il nemico non sa più nemmeno dove sia salvo identificarlo con Matteo Salvini.

Le sardine sono l’ultimo tentativo per porre un freno al dilagare del ritorno all’identità nazionale intesa come senso di appartenenza a una comunità che si porta dietro errori e virtù. Importante, però, è non farci impaurire. Prendendo esempio dagli inglesi. Noi dobbiamo avere il coraggio di imporre un freno all’immigrazione, di evitare l’arrivo di gente che non ha alcunché da spartire con la nostra cultura e le nostre tradizioni. E’ vero, siamo tutti esseri umani, ma ciò non significa che ognuno può entrare in casa degli altri e pretendere, volente o nolente, di cambiare il modo di vivere.

Perché attenzione, poveri industrialotti da strapazzo che avete i conti correnti rigurgitanti di denaro con cui pensate di aver stipulato una polizza a vita anche ultraterrena con il nostro signore Gesù Cristo. A voi e, in fondo, a tutti coloro che hanno soldi da svendere, se il Paese diventerà musulmano o in preda al Grande Disordine Organizzato, frega niente o poco più. Avete denaro a sufficienza per piazzare le vostre belle chiappe sulle spiagge delle Maldive o degli altri paradisi caraibici e non solo. Nemmeno vi interessa se fra qualche anno, anche per colpa vostra, il panettone e il pandoro saranno solo un ricordo, la salsiccia e il prosciutto di Parma un residuato bellico, la mortadella e il maiale una categoria ormai estinta o quasi.

A voi cui interessano solamente i soldi con la tripla ‘s’ (sssoldi) non passa nemmeno per la testa che cosa accadrebbe nel caso in cui, come avviene già in alcune città dell’Emilia Romagna – una regione un tempo italiana fino al midollo, oggi non si capisce più nemmeno cosa è se non un accumulo di macerie senza tempo e senza identità – scuole ed enti pubblici aprissero un terzo cesso per chi non è né maschio né femmina, oppure se le classi delle medesime scuole avessero, come già hanno, una schiacciante maggioranza musulmana.

A cosa servirebbe parlare di crocifisso e di presepe, di prosciutto o di salame quando 20 alunni, ad esempio, su 25 non lo mangiano e credono in un altro dio che non è quello in cui hanno creduto, per secoli anzi, per millenni, i nostri avi.

Le sardine vogliono una immigrazione incontrollata, apertura delle frontiere, abrogazione dei decreti di Salvini sulla Giustizia, vogliono, cioè una società in cui il permissivismo diventi la regola su cui fondare le relazioni umane, una specie di anarchia generalizzata dove è la vittima il vero colpevole e il colpevole l’unica vittima cui si vorrebbe impedire di esercitare il sacro diritto a fare ciò che si vuole.

Ecco che anche la droga, con queste sardine, diventerebbe lecita e spacciarla un lavoro come un altro e così tutto ciò che adesso è vietato. Non era forse lo slogan del Sessantotto Vietato vietare? In realtà vogliono vietare a chi la pensa diversamente e che, magari, sostiene Salvini o crede in ciò che crede la gente che ragiona, menomale, di pancia, di essere liberi di scegliersi i propri governanti. Ebbene sia chiara una cosa, almeno a queste latitudini: finché la Gazzetta di Lucca e le sue sorelle sono di proprietà e sotto la direzione del sottoscritto, che vengano, le sardine a romperci le palle per cercare di imporci la loro legge. Sapremo difenderci a modo nostro e a respingere ogni tentativo di dittatura questa sì, fascista e colorata di rosso.

Quindi, tanto per intenderci, se gli anni di piombo sono stati tali, è perché il troppo permissivismo ha fatto sì che il fenomeno del terrorismo venisse scambiato per una accolita di boy-scout. E che tutti, a partire da intellettuali, giornalisti, politicanti da strapazzo, prendessero le parti dei boy-scout.

Non accadrà di nuovo. Non ci saranno più morti innocenti né vittime colpevoli. Ad ogni schiaffo non porgeremo, come dice Imam Bergoglio, l’altra guancia o, come aggiunge, non ci sentiremo meno cattolici e cristiani se difenderemo ad ogni costo, anche a costo della vita, la vita e i beni nostri e dei nostri cari. Non torneremo nel Medioevo tanto caro alla Chiesa bergogliana che pagherebbe oro per avere milioni di poveri pronti a svendersi per un piatto di minestra calda come accade oggi.

No, occorre recuperare l’orgoglio e la dignità di essere, innanzitutto, Uomini in grado di tutelare e proteggere il futuro delle generazioni che verranno evitando di lasciar loro, in eredità, solamente conti correnti e niente di più. Oggi solo chi possiede l’appena necessario per sopravvivere ha interesse a mantenere l’ordine e la legalità. Tutti gli altri preferiscono il caos.

www.lagazzettadilucca.it

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