Bergoglio: “Carceri sovraffollate, superare l’ergastolo”

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Le carceri sovraffollate sono “un problema grave” perché così diventano “polveriere di rabbia anziché luoghi di recupero”. Ma anche l’ergastolo è “un problema” da superare perché spegne la speranza e contraddice gli obiettivi di recupero e reinserimento che dovrebbe avere la pena. Lo ha detto il Papa incontrando a piazza San Pietro 12mila persone impegnate nelle carceri italiane, dagli agenti della polizia penitenziaria ai volontari, dai cappellani alle religiose che spendono il loro tempo con le persone detenute. A San Pietro era presente anche qualche detenuto con permesso speciale. Ma anche a distanza, dalle loro celle, i detenuti hanno voluto far sentire al Papa il loro affetto inviando lettere e doni realizzati nei laboratori che puntano proprio ad un carcere dal volto più umano.

Tra “le difficoltà” delle carceri c’è “in particolare” il problema del “sovraffollamento degli istituti penitenziari, che accresce in tutti un senso di debolezza se non di sfinimento”. “E’ un problema grave”, ha detto il Papa. “È essenziale garantire condizioni di vita decorose”, ha sottolineato.



“L’ergastolo non è la soluzione dei problemi, ma un problema da risolvere. Perché se si chiude in cella la speranza, non c’è futuro per la società. Mai privare del diritto di ricominciare”: è l’appello lanciato da Papa Francesco. Sta “ad ogni società” alimentare “la fiammella della speranza”, “fare in modo che la pena non comprometta il diritto alla speranza, che siano garantite prospettive di riconciliazione e di reinserimento”. Ai cappellani ha ricordato che il Vangelo non è per la cosiddetta “gente per bene” ma per chi si sporca le mani. Ai detenuti ha invitato ad avere “coraggio”: “siete nel cuore di Dio, siete preziosi ai suoi occhi e, anche se vi sentite smarriti e indegni, non perdetevi d’animo. C’è sempre un futuro di speranza”.

TiscaliNews



   

 

 



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