Xenofobia in Sudafrica, 300 malawiani in fuga

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Due malawiani sono rimasti feriti e 300 sono stati costretti a lasciare le loro case in seguito a attacchi xenofobi in Sud Africa. Secondo una dichiarazione del governo del Malawi, firmata dal ministro dell’Information and Communications Technology Henry Mussa, nessuno è morto a causa delle violenze.

Nella sua dichiarazione, Mussa afferma che il governo sta facendo tutto il possibile per garantire la sicurezza e il benessere di tutti i cittadini. Ad esempio, la Malawi Mission in Sud Africa è già stata assegnata ai malawi colpiti ed ha impegnato le autorità sudafricane a garantire la sicurezza. “La nostra Missione sta anche valutando il ritorno volontario in patria di 105 malawani che sarà sponsorizzato dall’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM)”, dice la dichiarazione.



I sudafricani stanno puntando il dito contro gli stranieri africani che vivono nel paese, accusandoli di alimentare il tasso di disoccupazione. Gli attacchi si sono svolti principalmente a Durban, dal 25 marzo 2019.

I paesi africani hanno condannato la violenza dicendo che tali azioni sono una spina nel fianco delle relazioni del il Sud Africa con le altre nazioni africane.

Gli attacchi hanno portato a ritorsioni in alcuni paesi africani come il Mozambico, dove la popolazione reagisce prendendo a sassate qualsiasi veicolo con targa sudafricana che attraversi il paese.



   

 

 



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