Italiani in povertà, comprano da cinesi e bengalesi per risparmiare

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Tre paia di calze in un negozio italiano: 9,90 euro. Tre paia di calze in un negozio cinese: 2,20. Il calcolo è facile: se si opta per la seconda soluzione si risparmiano 7,70 euro. Gli italiani sembrano sempre più proiettati a fare questo ragionamento. In particolare, le famiglie comprano negli store cinesi di abbigliamento e si recano negli esercizi bengalesi quando si tratta di alimentari.

A “Stasera Italia” parlano tanti clienti e la risposta è sempre la stessa: “Qua le arance le pago 99 centesimi mentre in un supermercato le pago 2,50 €, risparmio più della metà”. Eppure il prezzo così basso dovrebbe incidere sulla qualità del prodotto, ma in tanti vi rinunciano.



Altra grande forza dei punti vendita cinesi è la scelta: “Non hanno solo prodotti orientali, hanno un po’ di tutto”, anche se la motivazione principale resta sempre una, il risparmio: “Di questi tempi si guarda anche il centesimo”. E intanto le attività italiane risentono del calo degli acquisti.



   

 

 



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