Decreto farmaci, Storace indignato: in RAI il trionfo della bugia di Stato

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Complimenti presidente Foa, la sua Rai del cambiamento continua esattamente come prima, con l’aggravante di diffamare persone senza nemmeno ascoltarle. Al Secolo d’Italia arriverò come direttore solo venerdì prossimo, ma già oggi posso assicurare la Rai di un’attenzione particolare senza guardare in faccia a nessuno.

Ieri si è distinta Emanuela Falcetti su RadioUno, nel suo programma Sottoinchiesta, annunciato sui social, dedicato anche all’aumento dei farmaci. Ebbene, senza nemmeno il garbo di ascoltarmi, si tira in ballo il “decreto Storace” del 2005, grazie a una giornalista di Libero, Claudia Osmetti, che ha bisogno di pubblicità. Un’infamata come poche e ascoltata in una trasmissione che dovrebbe fare servizio pubblico.

Semmai, quella norma calmiero’ gli aumenti ma la Falcetti – come la sua collega – non l’ha studiata, perché deve giocare pure lei contro la politica.

Non essendo nella vecchia Unione sovietica, c’era il mercato libero. Ma ci volle una legge per far sì che non ci fossero aumenti indiscriminati del costo delle medicine. Perché ogni casa produttrice vorrebbe essere libera di disporne il prezzo a suo piacimento.

Ma non fu il mio decreto il primo provvedimento, perché all’epoca vigeva una norma varata dalla Bindi che limitava ad ogni anno la possibilità di aumentare i prezzi in questione. Al mio arrivo al ministero, il Premier Berlusconi chiese a me come a tutti i ministri interventi contro il carovita. Convocai Farmindustria – presidente era Sergio Dompè – e dissi ”ora anche voi dovete fare la vostra parte”.

Iniziai la trattativa così: non vi limiterete più a comunicare gli aumenti, ma li dovrete invece motivare. Le urla al socialismo reale furono altissime. Poi dissi che potevano aumentarle ogni anno bisestile…. Altro caos, ovviamente. Stremati, cedettero sul limite biennale e non più annuale degli aumenti.

Se quel decreto, non toccato da alcun ministro – Turco, Fazio, Lorenzin se li ricordo tutti – e nemmeno da Giulia Grillo, non va bene, abrogatelo.

La conseguenza, intelligentissima Falcetti e caro presidente Foa, sarà quella di consentire alle aziende farmaceutiche di aumentare il prezzo delle medicine ogni giorno, quando gli pare.

Complimenti per l’informazione, che campa anche grazie al canone di persone che non sono tenute a sapere che succede quando entrano in farmacia. Invece lo stipendio della Falcetti serve a indicare un nemico. È una vergogna che non pensavo mai di dover ascoltare, è il trionfo della bugia di Stato. Bastava tenersi quelli di prima se l’informazione è questa.

Poteva – la Falcetti – andare a chiedere a qualunque ministro della salute arrivato dopo di me per sapere come stavano le cose. E invece ha preferito giocare sporco chiedendolo ad una signora che ne sa poco.

Col Secolo faremo molta pubblicità – vera – a questo servizio pubblico a senso unico. E se Foa non riesce a fare quello che ha promesso deve cominciare a far capire che intenzioni ha anche lui. Perché non è sufficiente sistemare qualche giornalista e accontentare chi comanda per fare buona informazione.

Non so come la pensa Salini, ma è su Foa che in molti di noi scommettevano per contare sulla verità.

Invano, pare.

La Falcetti ha concluso con la frase “e i cittadini ringraziano”. Stai serena

Francesco Storace

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