Lotta al fascismo immaginario: diede la parola a imitatore di Mussolini, giornalista condannato

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di Antonio Amorosi

La lotta al fascismo immaginario miete un’altra vittima: il giornalista Gianluca Versace è colpevole per l’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia di “violazione dei doveri professionali per non aver preso chiaramente le distanze dall’affermazione di un ospite, che tra l’altro indossava un’uniforme chiaramente ispirata al periodo fascista, con camicia nera, fez e fascio ben in evidenza”. Il fatto è accaduto in una trasmissione tv, Notizie oggi, condotta da Versace, andata in onda alle 6 del mattino del 28 novembre 2017 sul network nazionale Canale Italia.

L’ospite, Ferdinando Polegato, un ristoratore di Pordenone che fa la caricatura di Benito Mussolini aveva, tra il serio e la macchietta attaccato la classe politica e tra questi il capo dello Stato. Polegato: “Ma certamente, questa classe politica ci ha rovinato… corrotta. Siamo governati da mafiosi, massoni, marionette”… “i politici che abbiamo adesso sono tutti delinquenti, a cominciare dal capo dello Stato”.

Affermazione demenziale per grossolanità che potrebbe fare un ubriaco e che se presa sul serio risulterebbe offensiva. Ma come si fa a prendere sul serio uno come Polegato? Che “più del Duce ricorda Corrado Guzzanti in Fascisti su Marte”?, spiega l’editorialista Marcello Veneziani.

Polegato è un personaggio a metà strada tra la goliardia e il reducismo da bevitori di spritz, è un ristoratore che mentre imita Mussolini dietro al bancone del suo ristorante, serve l’aperitivo a base di olio di ricino o il “tiramidux”. Sarà sicuramente fascista ma non puoi prenderlo sul serio neanche se batti la testa.

Le sue esegerazioni a Notizie oggi sono simili a quelle sentite alla trasmissione di Radio 24 La Zanzara di Giuseppe Cruciani e David Parenzo o in lungo e in largo sui giornali. Versace lo ridicolizza, come abbiamo visto fare ad ogni conduttore quando mette sul palcoscenico un ospite inattendibile ma che con le sue esternazioni strampalate raccoglie un certo interesse di pubblico. Ma l’Ordine scrive che “l’espediente” di Versace, cioè “ridicolizzare il personaggio”, trattarlo reiteratamente con “atteggiamento di scherno e dileggio” e il “tenore evidentemente canzonatorio” “mal si concilierebbero” “con il ruolo professionale giornalistico”. Non basta o non è appropriato il modo di fare. Qui c’è di mezzo il fascismo. Sono cose serie. Quella dell’imitatore non può essere considerata satira, come si è sempre fatto a sinistra in questi casi. E tanto meno gli attacchi al presidente della Repubblica. E visto che a distanza di 73 anni dalla caduta del regime abbiamo paura anche delle sue macchiette non si può che condannare il giornalista con la “censura”.

Le parole di Polegato, che resta illeso (ora non vi sarebbero neanche i tempi tecnici per una denuncia penale nei confronti dell’imitatore visto che è passato più di un anno dalla trasmissione), ricadono solo su Versace.

Sono 4, per ordine di gravità, le sanzioni disciplinari inflitte dall’Ordine ai giornalisti in Italia: l’avvertimento; la censura; la sospensione dall’esercizio della professione per un periodo non inferiore a due mesi e non superiore ad un anno; la radiazione dall’Albo.

L’atto è stato depositato alla Corte d’Appello di Trieste e Versace si potrà opporre così come il Procuratore generale presso la Corte d’Appello.

Ma per adesso a nulla è servita la sua stenue difesa. “Quello che mi è accaduto è un fatto gravissimo. Ho solo la colpa di dare la parola a tutti”, racconta ad Affaritaliani.it.

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