Lavaggio del cervello ai bambini, Unhcr: ‘Anche Superman era un rifugiato’

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I rifugiati esistono oggi grazie a una convenzione internazionale che li tutela e li assiste, ma esistevano anche ieri, e si chiamavano esuli, esiliati, perseguitati. Fu un rifugiato, Enea, che in Italia trovò la tanto agognata patria; lo fu anche Dante, infatti non morì nella sua amata Firenze. È con questo approccio che dodici autori e dodici illustratori in Italia hanno raccolto una sfida dell’Unhcr e hanno dato vita a ‘Anche Superman era un rifugiato’, un libro che raccoglie dodici incredibili racconti che intrecciano le storie vere dei rifugiati di oggi con quelle dei rifugiati del passato.

Nel testo, scrittori e illustratori raccontano storie di “vite parallele accomunate da un sogno, una passione, un talento e il coraggio di metterli al servizio degli altri”, scrive l’Unhcr in una nota di presentazione del libro. “Pittori, musicisti, atleti, cantanti, poeti, registi, fotografi, scrittori (e supereroi), che ieri come oggi inseguono la semplice quanto folle idea di rendere il mondo più bello, perché diverso”.



“Questo libro è stato pensato per permettere alle ragazze e ai ragazzi di formulare una propria opinione su che cosa significhi essere rifugiati, basandosi su storie vere”, commenta Carlotta Sami, portavoce dell’UNHCR per il Sud Europa. “Il linguaggio diretto e coinvolgente delle storie raccontate consente loro di capire meglio le esperienze vissute anche da persone della loro stessa età, in maniera creativa e libera da pregiudizi e stereotipi. Ci auguriamo che in questo modo il libro possa diventare uno strumento fondamentale per la diffusione della cultura dell’accoglienza, coinvolgendo indirettamente anche le famiglie e gli insegnanti dei giovani lettori e la società nel suo insieme”. ANSAMED



   

 

 



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