Siamo in mano a una escort e al Trio Lescano

di Paolo Becchi su Libero, 10/04/2018

La pazienza degli italiani ha un limite. Ed il limite è stato abbondantemente superato.

Parto da un esempio. Domenica si è votato in Ungheria e due ore dopo già si sapeva chi aveva vinto con un successo strepitoso. Quando il leader fa gli interessi del suo popolo anche l’assenteismo viene superato ed i cittadini corrono alle urne per dimostrare il loro consenso. Dicono che Orbán non sia democratico, perché ha vinto la terza volta, dicono che non sia democratico perché ha chiuso l’Università privata di Soros a Budapest definendolo persona indesiderata. Dicono che non sia democratico perché se ne batte i coglioni dei diktat di Bruxelles. Per parte mia ritengo che se democrazia implica fare gli interessi del popolo è molto più democratico Orbán di tutta la Banda Bassotti che ad oltre un mese di distanza dalle elezioni in Italia non sa ancora cosa fare.

Mente la nuova escort della politica italiana – che sia un uomo poco importa, seguiamo per una volta la teoria del gender – aspetta col sorriso lascivo sulle labbra e le gambe già aperte per darla, e non certo gratis, i due contendenti sono indecisi: sanno entrambi che potrebbero infettarsi, ma il desiderio di scopare è grande. Lo faccio o non lo faccio? E così siamo all’impasse. Qualcuno ipotizza un triangolo, trovando un terzo, tutto potrebbe essere più semplice. Oppure, a questo punto, si potrebbe tentare anche un’orgia vera a propria.

Nel frattempo mentre Grillo arriva da Zurigo per farsi una grigliata tra amici a Ivrea, ad una kermesse vergognosa in onore di un suo amico scomparso, una persona (un grande, Gianroberto Casaleggio) che papale papale aveva dichiarato che sarebbe uscito dal Movimento 5 Stelle, se mai qualcuno avesse proposto un accordo col Pd, il Trio Lescano tra un caffè macchiato ed una torta di mele si incontra a Arcore per stabilire finalmente una linea unitaria. Ottime intenzioni. Appena usciti da Villa San Martino subito la torta va di traverso a Salvini, che proprio non ci sta a fare la fine di Bombolo.

Tutti stanno seriamente meditando su cosa dire al presidente della Repubblica. Dal momento che non hanno proprio niente da dire, se non che sono degli incapaci, invece di andare al Quirinale farebbe bene tutti ad andare a quel paese.



   

 

 

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