Loro vanno a cavallo e noi continuiamo a spingere per far girare la giostra

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di Armando Manocchia

Lo scorso 4 marzo, anche se con una legge obbrobriosa e incostituzionale, abbiamo potuto finalmente votare per mandare a casa un governo condotto a turno da servi sciocchi e teleguidato dalla troika. Però, abbiamo finalmente potuto votare.

In questi ultimi anni si è determinato in Italia un sistema tripolare. Pd, 5S e CDX. Il Pd si è suicidato e quindi si è autoescluso dalla competizione elettorale. Di fatto si sono contrapposti solo due poli: la coalizione di CDX formata da Lega, Fi e FdI in competizione con quella del Britannia composta dalla Cia, Soros e Goldman Sachs. I risultati: il CDX ha ottenuto più seggi, il Britannia ha ottenuto più voti, ma ambedue non abbastanza per andare al Governo.

L’obbrobrioso Rosatellum, che non ha permesso a nessuno di vincere, non prevedeva le democratiche preferenze (anche se ormai non ne parla più nessuno, ma queste permettono agli elettori di scegliere la lista e le persone da eleggere) e tantomeno quello che in questa situazione avrebbe risolto il problema, il ballottaggio che, lo ricordo, è indispensabile quando nella prima tornata elettorale – come in questo caso – nessuno dei partiti e coalizioni ha ottenuto la maggioranza richiesta.

In un Paese che si dice civile e democratico no, ma in una democrazia vera, sostanziale, in una situazione tale, determinatasi a causa di una legge idiota come chi l’ha fatta e chi l’ha approvata, dove gli elettori si sono divisi, adirati, litigati, per sostenere il proprio leader, un partito, un programma contro un altro, avremmo dovuto prendere atto del nulla di fatto e tornare alle urne. Ma non si capisce come e perchè, questi leader – fino al voto, avversari – subito dopo le elezioni, fregandosene della volontà popolare e con l’ipocrita quanto falsa scusante da prima Repubblica di ‘dare un governo al Paese’, hanno cominciato a fare discorsi che non stanno né in cielo é in terra. In barba agli elettori, alla coerenza e ai loro programmi completamente differenti e contrapposti, hanno cominciato a considerare la malsana ipotesi di allearsi pur di andare al governo. Un vero e proprio inciucio, un oltraggio agli elettori che tutti e sempre promettono di non fare. E’ questa l’accusa che viene rivolta sempre a chi, pur di conservare le proprie poltrone, è disposto a vendere anche la propria madre.

Un governo formato da CDX e Britannia, aldilà di chi potrebbe fare il premier, non consentirebbe di governare neanche da Natale a Santo Stefano. Nessuno dei due poli potrebbe attuare il proprio programma su cui – almeno noi elettori non dimentichiamolo! – ha chiesto e ottenuto i voti.

C’è da chiedersi: se non per l’avidità di potere e per mania di protagonismo, per quale recondito motivo un leader dovrebbe decidere di allearsi con un avversario che ha valori, idee, progetti e programmi contrapposti? Non fatevi ingannare, l’Italia va avanti lo stesso senza un governo. Anzi, se poi deve essere un governo copia incolla dei precedenti, Dio ci salvi.

Vorrei dire a questi leader che la gente è meno stupida di quanto pensano. I leader de noiantri, diventati tali dall’oggi al domani, dovrebbero pensare che, con la stessa facilità che gli elettori li han messi lì, li possono togliere.

Riassunto: bisogna che questi leader, nel prossimo giro di consultazioni, chiedano a gran voce a Mattarella di tornare a votare subito. Il 10 giugno è una data ottimale. C’è il tempo per aggiustare una legge elettorale che, alla luce dei nuovi schieramenti politici, determini un vincitore e per maggior sicurezza, che preveda il ballottaggio e, per quel che mi riguarda, reintroduca le preferenze. Si lo so, ci sono già i gufi che parlano di costi. Sono gli stessi che vedono la pagliuzza e non il pagliaio. A chi dice che nuove elezioni ‘costerebbero altri soldi’, io replico: visto che sapete fare i conti, che siete dei ragionieri (e non dei ‘ragionatori’) provate a fare i conti di quanto ci costerebbe questo stallo, con il Paese diviso tra chi pensa di aver vinto perchè ha ottenuto più seggi (CDX) e chi pensa di aver vinto (Britannia) perché ha ottenuto più voti.

Ma il gioco è sempre lo stesso: loro vanno a cavallo e noi continuiamo a spingere per far girare la giostra.

 

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2 Commenti per “Loro vanno a cavallo e noi continuiamo a spingere per far girare la giostra”

  1. Fabio Massimo Addarii

    Eccellente analisi, complimenti! Hai perfettamente ragione ma tutta questa “marmaglia” di pseudo politici pensa solo al proprio è no

    • Fabio Massimo Addarii

      (completo) al proprio cadreghicco è non all’interesse pubblico!

Commenti chiusi

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