L’incredibile storia di un commerciante derubato, vessato, deriso e anche multato

Egregio direttore,

Il paese più assurdo e ridicolo. Uno stato ladro ipocrita e lobbista, altro che democrazia, un termine che viene usato solo come parola per definire una dittatura. Sono Franco gestisco il ristorante l’Anfora di proprietà del comune di Trento presso il parco di Melta.

Ora ho anche capito che in Italia il nome impresa non è casuale. Abbiamo un socio passivo che ci porta via dal 60/70% del nostro guadagno, e che nonostante tutto non ci tutela sotto nessun aspetto a partire dalla burocrazia, per finire con i dipendenti e la sicurezza. Uno stato che costringe l’eccellenza ad emigrare all’estero e che coltiva mostri e parassiti sociali qui in Italia.

Vado nei dettagli: tutti sanno il degrado che affligge la nostra città negli ultimi anni, noi a nostre spese abbiamo messo in sicurezza il nostro ristorante con telecamere e custodi ma nonostante tutto continuiamo a subire danni, ricatti e atti vandalici, credo che nell’ultimo anno presso le forze dell’ordine siano state depositate un centinaio di denunce.

Servito a qualcosa??? Ma figuriamoci , dicono che non bisogna essere razzista, ebbene miei cari signori io non lo ero ma lo sono diventato, sono un razzista, un razzista che è stufo di lavorare 12 ore al giorno per 7 giorni alla settimana per mantenere questa gente. Come li chiamiamo???? Per non suscitare la sensibilità dei soliti buonisti, quelli che non si sono mai sudati i soldi che spendono, li chiamiamo diversamente italiani, che dobbiamo mantenere e che per ringraziarci ci derubano in casa.

Da me hanno anche cenato e sono andati via senza pagare. Queste persone ci hanno anche ricattato, chiedendoci dei soldi in cambio dei nomi di questi ladri che poi non contenti ci hanno anche spaccato i finestrini. Noi naturalmente ci siamo rifiutati e di conseguenza questi continuano a delinquere e fare come gli pare, ho fatto presente alle forze dell’ordine il tutto ma purtroppo per certi aspetti loro sono messi peggio di noi. (sei anni fa dopo l’ennesimo furto che subivamo in via Perini (Happy Hour ) i malviventi sono stati presi con tanto di refurtiva credo non siano stati in carcere neanche un’ora e sono 6 anni che non abbiamo avuto né risarcimento né giustizia solo perdita di tempo).

I nostri danni a causa di questi eventi sono ingenti e ne va la reputazione del nostro ristorante. Ma ora viene il bello.

I nostri clienti e quelli che frequentano il parco per attività sportive non lasciano più la macchina all’esterno ma la parcheggiano dove possono controllarla per paura di furti e danneggiamenti, fatto sta che martedì arrivano due vigili e fanno una bella serie di multe. Ma ci rendiamo conto? Oltre al danno anche la beffa. Insomma, vengono puniti i cittadini onesti e tutelati i delinquenti.

L’ultimo fatto è successo venerdì alla chiusura del ristorante. Arrivano due persone straniere e cominciano ad aggirarsi sul terrazzo dove c’è il deposito dei fusti della birra. Gli abbiamo intimato di allontanarsi ma hanno insistito per avere due birre naturalmente il bancomat non andava quindi non hanno pagato.

La mattina seguente ci siamo accorti del furto di 9 fusti di birra che sono stati rubati. Due giorni dopo scopriamo dov’erano i nostri fusti.. A casa di uno straniero che ha dato una festa a nostre spese e con la birra rubata dal mio esercizio commerciale.
Chiamo il 112 non si può fare nulla, dovevo prima denunciare il furto. Bene allora mi reco in questura con nome indirizzo foto e via dicendo , ma ahimè la legge non può intervenire. Anche loro vittime di questo stato che tutela chi vive a sue spese e distrugge coloro che creano lavoro e ricchezza. Che schifo.

Però badate bene noi diamo da lavorare a 23 persone naturalmente siamo additati come evasori che se ci compriamo una macchina un po’ sopra le righe ci vengono dentro casa e dobbiamo giustificare anche quanta carta igienica compriamo.

Difatti un mese fa 4 agenti della finanza arrivano nel nostro locale in borghese sembrava un blitz per la cattura di un camorrista mettendoci in serie difficoltà con il lavoro, due giorni dopo arriva l’azienda sanitaria, i vigili , addirittura l’ispettore dell’olio per verificare la conformità dell’etichetta e del contenuto della bottiglia.

Io mi domando vanno benissimo i controlli , ma perché non fate la stessa cosa con chi delinque? Io devo dimostrare come guadagno i miei soldi e dimostrare come li spendo altrimenti mi portate via anche la lavatrice, perché non mettete degli agenti in borghese nei parcheggi e vedrete che in tre giorni risolviamo il problema? (ah, Pardon, loro sono nullatenenti ).

A questa gente gli viene data anche la casa a nostre spese, perché se non hanno reddito non gli chiedete come fanno a vivere? A permettersi certi beni? Questo è razzismo, non il mio, questo è lo schifo che sta portando questo paese alla rovina.

La scorsa settimana è stata pure danneggiata anche un’autovettura della finanza, i cui componenti erano a cena da noi.

Per intenderci i miei nove fusti di birra da trenta litri erano presso una casa Itea pagata con le mie tasse dove abita uno straniero ( o diversamente trentino ) che si è installato anche lo spinatore in giardino e fa le feste con la mia birra. Ma qualcuno può intervenire? Già, manca la fragranza del reato, che schifo, che schifo di paese, poi ti prendono 3 numeri della targa e ti intimano di pagare una multa anche se la multa non l’hai presa tu, e devi dimostrare tu la tua innocenza, dopo aver pagato naturalmente.

Che schifo mi vergogno di essere un cittadino italiano, questo è razzismo, altro che il mio che lotto giorno dopo giorno per tutelare la mia azienda (tra fisco e diversamente italiani e mille altre cose ) e le ventitré famiglie che lavorano con me.

Miei cari cittadini , invito tutti, comprese le associazioni di categorie ad organizzare uno sciopero, manifestazione, per urlare e far valere i nostri diritti, invito i cittadini di Gardolo a sottoscrivere presso la nostra struttura una denuncia collettiva per sensibilizzare chi di dovere ad allontanare certa gente , dalla nostra comunità. Rivoglio la mia birra.

Franco Ferraro  per   La voce del Trentino



   

 

 

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