Cinesi in rivolta, terza notte di scontri a Parigi

La famiglia dell’uomo cinese ucciso a Parigi dalla polizia francese ha invitato alla calma dopo la terza notte di scontri e proteste per l’incidente che ha causato anche forti tensioni diplomatiche con Pechino. I media cinesi si sono infatti subito scagliati contro le autorità di sicurezza francesi dopo l’affaire, dalle circostanze ancora tutte da chiarire, nel corso del quale un 56enne, padre di cinque figli, è stato ucciso da agenti di polizia in borghese.

Le forze dell’ordine hanno parlato di legittima difesa durante un intervento in un quartiere nord-orientale della capitale francese, causato da dissensi familiari, quando l’uomo ha attaccato un agente brandendo un coltello. Ma la famiglia della vittima contesta la versione fornita dalle autorità spiegando che il loro congiunto stava solo sfilettando un pesce con un paio di forbici al momento dell’irruzione della polizia.

La stampa e i telegiornali cinesi non hanno usato mezzi termini per descrivere l’incidente parlando di una vicenda che “non potrà essere perdonata” e accusando la polizia francese di pregiudizi razziali, indifferenza e arroganza. Dal canto suo, il ministero degli Esteri cinese ha chiesto a Parigi di fare piena luce sulla vicenda. (askanews)



   

 

 

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