L’Italia apre centro di smistamento migranti in Africa gestito dall’Oim

 

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Il ministro degli Esteri, Paolo Gentilonisi è recato in Niger, Mali e Senegal) la prima missione congiunta Italia-Ue come primo passo nell’implementazione del ‘migration compact’, il patto europeo con l’Africa che dovrebbe servire a contrastare l’immigrazione clandestina. L’Ue ha deciso di stanziare 500 milioni di euro aggiuntivi, mentre l’Italia ha inserito nella manovra risorse per ulteriori 200 milioni. Al momento una serie di progetti è in via di definizione con 5 Paesi considerati prioritari, tra cui appunto Niger, Mali, Senegal, ma anche Etiopia e Nigeria. (http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/politica/2016/11/10/migranti-gentiloni-in-niger-fermare-catastrofe-umanitaria_fcd2d923-1e24-455c-b6c5-91efb247be4e.html)

“Abbiamo un programma molto ambizioso che si deve trasformare in una cooperazione con le autorità del Niger per rafforzare i loro equipaggiamenti, la loro capacità di gestione delle frontiere e la loro capacità di assistenza umanitaria”, ha spiegato il titolare della Farnesina che a Niamey ha incontrato il presidente della Repubblica, Mahamadou Issoufou, e tenuto una riunione con l’intero governo, insieme al sottosegretario all’Interno, Domenico Manzione, e a una delegazione del gabinetto del Commissario Ue Dimitris Avramopoulos.

“Se riusciamo a chiudere un accordo entro l’anno, avremo dato un grosso contributo a ridurre i flussi”, ha aggiunto il ministro Gentiloni.

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L’obiettivo è quello di aiutare a creare un’economia che possa competere con quella illegale che tiene in piedi le mafie dei trafficanti: basti pensare che un pickup con 20 persone a bordo frutta 4000 euro solo per percorrere gli 800 km che separano il confine libico da Agadez, la città dove si trova il più grande centro di smistamento di migranti in Africa, aperto dall’Italia e ora gestito dall’Oim (l’organizzazione che “promuove” le migrazioni). Le migrazioni di massa e l’ente miliardario che le “promuove” (Oim)

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L’Italia e l’Ue raccontano di voler ridurre i flussi di migranti illegali (semplicemente per sostituirli con quelli legali?)



   

 

 

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