Orlando, il killer al telefono durante il massacro “Sono un soldato islamico”

 

Durante una delle telefonate effettuate al numero di emergenza 911, l’autore della strage di Orlando si è identificato come un “soldato islamico”. Lo riferisce l’Fbi, citando i testi delle chiamate fatte da Omar Mateen mentre apriva il fuoco nel gay club “Pulse”. Gli agenti hanno inoltre precisato che il killer al telefono parlava a tratti anche in arabo, ma che non è stato guidato da alcun gruppo terroristico straniero.

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La prima telefonata è stata fatta dal killer dopo aver aperto il fuoco. “Lodiamo il signore”, ha detto in arabo. “Preghiere e pace siano sul profeta di Allah”, ha poi continuato, sempre in arabo. E’ stata invece omessa dalle trascrizioni diffuse la parte che si riferisce al gruppo di estremisti al quale Omar Mateen faceva riferimento.

Durante una conferenza stampa, la autorità hanno detto che la conversazione con il 911 è durata in tutto 28 minuti e non c’è prova che siano coinvolti gruppi di estremisti stranieri.

Risulta inoltre che i negoziati tra la polizia e il killer sono andati avanti per tre ore e non ci sono stati spari durante quel lasso di tempo. Sempre durante la trattativa, Mateen avrebbe detto ad uno degli agenti di riferire al governo americano di mettere fine ai bombardamenti in Siria e Iraq. “Questo è il motivo per cui ora sono qui”, aveva detto.

Non sono state invece rese note le chiamate fatte dalla vittime al 911 durante la sparatoria. “Per rispetto”, ha affermato l’Fbi. Infine, la autorità hanno detto che sono state interrogate oltre 500 persone nel corso delle indagini e che si spera di riaprire in settimana la “scena del crimine” nell’area intorno al “Pulse”. tgcom24



   

 

 

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