Polonia: la Nato fa arrestare politico filo-russo, in isolamento e senza cure

 

Mateusz-Piskorski

Il clima di tensione che si è creato negli ultimi mesi tra l’Unione Europea e la Polonia del Presidente Andrzej Duda, leader del partito nazionalista euroscettico Prawo i Sprawiedliwość (PiS), che ha ottenuto la maggioranza schiacciante durante le elezioni dello scorso 25 ottobre 2015, è culminato, mercoledì, con l’annuncio del Primo vicepresidente della Commissione UE, Frans Timmermans,  dell’avvenuta emissione di unofficial warning’ (un richiamo ufficiale), destinato ai membri dell’Esecutivo polacco.  Timmermans  ha spiegato che, nonostante «la volontà di dialogo con le autorità polacche», e i ripetuti tentativi UE di avviare un negoziato, «ancora non siamo riusciti a trovare una soluzione sulla tutela dello Stato di diritto. Pertanto abbiamo inviato un parere scritto in modo che Varsavia abbia l’opportunità di rispondere», aggiungendo: «Ribadiamo le nostre preoccupazioni sulla Corte Costituzionale, le sue sentenze e il suo funzionamento. E’ evidente che la Commissione non vuole entrare nel dibattito politico interno alla Polonia, ma solo preservare lo Stato di diritto, come compete alla Commissione come garante della tutela dei Trattati».

Le preoccupazione dell’Unione Europea, in questo caso, si appuntano su composizione della Corte costituzionale, la pubblicazione e il rispetto delle sue sentenze, gli atti che la riguardano.  All’inizio dell’anno la UE aveva postosotto sorveglianza il Paese per la nuova legge che era stata approvata sui media, la quale, era stato rilevato, rischierebbe di mettere a rischio la libertà di stampa -legge che aveva condotto alle dimissioni i direttori dei canali della televisione pubblica polacca ‘Telewizja Polska’ (‘Tvp’).

A tutto ciò si starebbe aggiungendo una stretta contro gli oppositori politici, denunciata in maniera strisciante anche dai media occidentali. L’ultimo caso, in ordine di tempo, sarebbe l’arresto di Mateusz Piskorski. Piskorski, candidato del partito politico Samoobrona e leader del partito Zmiana, è stato arrestato il 18 maggio con l’accusa di spionaggio in favore di Russia e Cina.
A portare alla luce il caso in Italia è stato il Consigliere regionale veneto Stefano Valdegamberi, della Lista Zaia, che ci di dice: “La cosa è oltre modo scandalosa. Ci attiveremo al Parlamento Europeo per chiedere il blocco dei finanziamenti europei destinati alla Polonia, e faremo una petizione per chiedere il suo rilascio”.

Valdegamberi è stato tra i primi a conoscere la vicenda in quanto amico di Piskorski. “Il mercoledì successivo all’arrestato, avvenuto il 18 maggio, Mateusz sarebbe dovuto partire per l’Italia, insieme alla sua compagna russa, per venire a trascorrere qualche giorno di vacanza mio ospite. Avevano i voli prenotati, io sarei andato a prenderli in aeroporto”. Valdegamberi aveva avuto modo di fare amicizia con Piskorski  in occasione del Yalta International Economic Forum. “Ci siamo anche scambiati email, riflessioni politiche, come si fa tra amici e tra politici. Siamo entrati in confidenza, e così ho invitato lui e la sua compagna a venire da me ospiti”.

Piskorski è tra coloro che in Polonia sostengono l’avvicinamento dell’Europa alla Russia e che considerano le attuali strategie NATO  benzina gettata sul fuoco delle relazioni tra Russia e Unione Europea volte ad allontanare la possibilità di una ‘Europa in solidi rapporti con la Russia’. Posizione tracciata chiaramente dalla rete d’informazione informale ‘Voltairenet.org’, nella nota del 22 maggio nella quale annuncia l’arresto (‘NATO arrests Mateusz Piskorski, the Polish Leader of the Opposition’ –‘La NATO fa arrestare il leader polacco dell’opposizione Mateusz Piskorski’), e in un articolo a  firma dello stesso Piskorski pubblicato da ‘Voltairenet.org.

Filo-russo, considerato un attivista ‘neo-Eurasian’, Piskorski è stato accusato di essere pagato dalla Russia per alimentare un clima filo-russo in Polonia, di lavorare contro le relazioni Polonia-Ucraina e di aver avuto parte attiva nel referendum in Crimea per la separazione dall’Ucraina. Alla base dell’arresto, infatti, vi sarebbe il suo attivismo pro-Russia in Crimea, testimoniato, in ultimo, proprio dalla sua partecipazione al Yalta International Economic Forum.

Nei giorni scorsi alcune fonti ci avevano informato delle ‘tensioninei confronti degli occidentali che avevano partecipato a questo Forum, tra questi anche il Consigliere Valdegamberi, accuse, non ancora formalizzate, che arriverebbero a paventare proprio attività dispionaggio’, come è stato per Piskorski.  “Non so nulla di questa accusa nei miei confronti, me lo sta dicendo lei. Comunque, se così fosse”, ci dice, ridendo, Valdegamberi “significherebbe che è stato introdotto in Europa il reato d’opinione”.

Valdegamberi è il propositore della risoluzione, approvata lo scorso 18 maggio dal Consiglio regionale del Veneto, contro le sanzioni UE alla Russia e per il riconoscimento del diritto di autodeterminazione della Crimea. Il Consigliere veneto non ha mai nascosto le sue opoinioni, “l’Europa sta sbagliando” con la Russia e in Crimea, “c’è stato un Governo che, all’unanimità, ha proclamato l’indipendenza passando attraverso un referendum che ha sancito questa volontà popolare di indipendenza”, dall’altra parte, “la Comunità Internazionale ha detto che lì si stanno violando norme del diritto internazionale, quando, invece, è la Comunità internazionale che sta violando il diritto all’autodeterminazione dei popoli previsto dalla Carta di New York. Il paradosso è che accusiamo la Russia di violare questo diritto quando siamo noi a violarlo”, ci aveva detto poco meno di un mese fa nel corso di una lunga intervista.  Per tanto il collegamento è stato quasi scontato. “Io faccio le cose alla luce del sole  i miei numeri di telefono sono tutti intercettabili. Le spie sono più furbe del sottoscritto, non si espongono così tanto, se no cambierebbero lavoro”.

E aggiunge: “Se vengo accusato di essere una spia, allora anche tutti i consiglieri regionali che hanno votato a favore della risoluzione sono spie; Berlusconi che è andato in Crimea è una spia,  Salvini che ha incontrato Putin sarà anche lui una spia, anche i cinque stelle sarebbero tutti spie”. Annunciando azioni sia presso l’Europarlamento, sia presso il Parlamento e il Governo italiano, e, probabilmente anche a livello di Regione, per chiedere la sospensione dei fondi UE alla Polonia e la liberazione di Piskorski, il Consigliere chiosa: “La Lady PESC Federica Mogherini prima di preoccuparsi della presunta illegalità internazionale della Crimea e di piazzare sanzioni alla Russia, credo farebbe bene occuparsi dello stato della democrazia e della libertà in un Paese membro UE quale la Polonia”. Ma Valdegamberi è perfettamente consapevole che il problema non è circoscritto alla svolta nazionalista e autoritaria della Polonia.

Una bozza di petizione per la liberazione di Piskorski, che verrà presentata sia in sede europea sia fatta circolare su internet, secondo le anticipazioni del Consigliere Valdegamberi, recita: «Il 18 maggio 2016 il cittadino polacco Matteus Piskorski, candidato ufficiale e leader di Zmiana, è stato arrestato e incarcerato dagli agenti del servizio interno Polacco della ABW», l’agenzia di sicurezza interna polacca. «Durante l’arresto Piskorki è stato bloccato con una cintura e il suo appartamento è stato perquisito dagli agenti, che, inizialmente, non si erano identificati. Questi hanno perquisito non solo il l’appartamento privato di Piskorski e dei suoi compagni, bensì gli agenti hanno anche confiscato le apparecchiature elettroniche presenti nell’appartamento assieme ad alcune bandiere. Il fermo di Piskorki, avvenuto senza un mandato ufficiale o un pronunciamento di una Corte, da parte dell’ABW è stato spiegato dal capo dei servizi segreti polacchi Mauritius Kaminski, come atto associato al sospetto di spionaggio per Russia e Cina».

Kaminsky, conosciuto come un ‘fanatico russofobo’, era stato condannato, nel marzo 2015, a 3 anni di prigione per abuso di potere nello svolgimento del suo incarico di capo del Servizio Centrale Anticorruzione, dopo essere già stato ‘dimesso’, nell’ottobre 2009, dall’allora Primo Ministro Donald Tusk, attuale Presidente del Consiglio europeo. Dopo le ultime elezioni in Polonia, Kaminsky è stato graziato dall’attuale Presidente polacco Duda.

Piskorki, si legge nella bozza di petizione, «è stato imprigionato per 3 mesi in uno stato di totale isolamento e privato delle cure mediche basilari. Piskorki è fondatore del European Center of Geopolitical Analysis ed è conosciuto in Polonia per la sua tagliente analisi di apertura amichevole verso la Russia. Poco prima del suo arresto Piskorki ha criticato l’imminente Summit NATO di luglio prossimo, che verrà ospitato a Varsavia, definendolo come uno spreco di soldi delle tasse dato i costi stimati intorno ai 40milioni di euro e interpretandolo come un atto di provocazione organizzato vicino ai confini russi, per incrementare le tensioni. I sostenitori di Piskorki credono che qualche politico antirusso, finanziato dal proprio partito, abbia tentato di calunniare ed eliminare Piskorki dalla scena pubblica mandandolo in prigione. Piskorki per molti anni è stato un esperto politico che ha parlato apertamente della Russia nei talk show e attraverso i media polacchi, è assolutamente ridicolo che i responsabili del PiS cerchino di creare un’aurea di clandestinità o di spionaggio a favore della Russia attorno a lui. Secondo le ultime informazioni, Piskorki non è più accusato di essere una spia russa e cinese, ma un propagandista russo. Questo arbitraggio politico da parte del PiS è inaccettabile per gli standard europei ed internazionali e ci rimanda al più terribile e nero periodo delle storie d’Europa. Per questo noi riteniamo che sia urgente che il Governo Polacco: «permetta alle organizzazioni umanitarie di visitare Piskorki, consenta le visite mediche di medici indipendenti, e che permetta che vengano compiuti tutti i passi necessari per il suo rilascio».

Una nostra fonte che ben conosce l’Est Europa, da noi interpellata per provare a interpretare questi fatti, polacchi ma non solo, seccamente risponde: “Siamo, e credo saremo sempre, un campo di battaglia tra due sistemi contrapposti. Siamo come un testicolo tra incudine e martello. Ma non sappiamo bene chi sia l’uno e chi l’altro”. Dell’Est Europa gli occidentali sanno poco o nulla, non si conosce né la storia, né la cultura popolare, le usanze e tutto quello che ne è correlato. “L’Europa Occidentale è stata narcotizzata con la demonizzazione dell’ex Unione Sovietica, vista come il male assoluto, con la lotta per la caduta del comunismo, ritenuto e dimostrato come sistema politico/economico fallimentare”, prosegue la nostra fonte, “ciò mentre in Paesi come Spagna, Francia, Italia, Germania, Inghilterra le sinistre si rafforzavano e provavano godimento di quanto accadeva. Il tutto sotto l’attento controllo di un’America che, della lotta al comunismo, ne ha fatta una bandiera. Di fatto, dagli anni ’90 vi è stato uno spostamento del sistema comunista da oriente ad occidente. Un must degli Stati comunisti, tutti, è la Polizia segreta”, prosegue la nostra fonte, “unica a balzare agli onori della cronaca fu il KGB russo, molto dietro la STASI tedesca, ma degli altri Paesi nulla di nulla. Oggi qualcosa emerge, ma solamente i più accorti hanno colto il fatto che, nonostante tutti i Paesi ne abbiano una, per la maggior parte i nomi di queste particolari organizzazioni non si conoscono, il braccio operativo in ogni luogo si è cominciato a chiamareDipartimento Anticorruzione”, struttura dalla quale proviene il capo dei servizi segreti responsabile dell’arresto di Piskorski.

La nostra fonte ci racconta di “enormi Suv neri dai quali scendono persone incappucciate che operano esattamente per quello che sono: forze speciali di Polizia con poteri praticamente illimitati. Putin, come la ‘nemica’ Merkel, furono alti funzionari storici delle rispettive organizzazioni di sicurezza nazionali e tutti e due, pare una beffa, ‘comunisti’”.
La bibliografia romanzesca è piena di racconti più o meno fantasiosi riguardanti i servizi segreti russi e di tutti i Paesi correlati. “Tutto è sorprendentemente identico a ciò che l’America ha battezzato CIA”. Fondamentale, così, il possesso d’informazioni riguardanti i fatti degli altri, dagli anni ’60 il ‘Grande Fratello’ di orwelliana memoria è stato ben impiantato e lo scorrere del tempo ne ha solamente implementato le forze. Il 4 aprile 1949 fu firmato a Washington il Patto Atlantico, che entrò in vigore il 24 agosto dello stesso anno, dando vita alla NATO, di cui attualmente fanno parte 28 Paesi. Il Patto Atlantico nasceva dalla percezione che il mondo occidentale  -con a capo gli Stati Uniti-, alla fine della seconda guerra mondiale, cominciava ad avere nei confronti dell’URSS e dei suoi Stati satelliti attribuendone possibili velleità espansionistiche. “Più semplicemente gli Stati vincitori del secondo conflitto mondiale si divisero in due fronti: quello americano, che si è preso tutto, e quello russo e filorusso rimasto con un pugno di mosche (vedi Berlino) nonostante il paritario, se non maggiore sforzo bellico. L’America cominciò a fare una enorme propaganda anticomunista mentre, in realtà, concedeva ai comunisti europei, chiamandoli partigiani o resistenza, di governare. Qui nacque una difficoltà: come si faceva a fare propaganda anticomunista e nello stesso tempo essere alleati con loro? La risposta fu semplicissima e la diede il primo segretario della NATO, l’inglese Lord Ismay: «Lo scopo della NATO è tenere dentro gli americani, fuori i russi e sotto i tedeschi», tradotto equivale, oltre ad una totale sottomissione all’America, ad una netta contrapposizione tra Stati Uniti e Russia… gli Inglesi, la cui propensione colonialistica non abbisogna di tante parole, hanno così definitivamente regolato i futuri equilibri di un’Europa distrutta dalla guerra ed impegnata nella ricostruzione. Evidente, quindi, come i tanto condannati metodi staliniani siano esattamente identici a quelli di tutti gli altri Paesi coinvolti in questo patto: propaganda politica, spionaggio e supremazia del potere con più o meno velate minacce espansionistiche e, quello che è peggio, azioni dittatoriali che tendono ad azzerare la libertà di opinione”.

In questo quadro, si chiarisce, sia in riferimento all’arresto di Piskorki sia in riferimento alle ‘voci’ di nervosismo verso i partecipanti occidentali al Yalta International Economic Forum,  il tassello Crimea, e torna anche la correlazione dell’arresto dell’attivista al vertice NATO: “Se è vero che negli anni della Guerra Fredda la Russia non risparmiava certo missili e carrarmati a chi infastidiva, è altrettanto vero che, oggi, i ruoli si sono invertiti, con una determinazione ben più dura dell’epoca, basi missilistiche a profusione tra Polonia e Romania, americane ovviamente, e il divieto assoluto di ammiccare alDemone Russo’. Ruoli invertiti, quindi, ma stessi metodi, metodi che devastano sistematicamente i più deboli e neutralizzano le economie dei Paesi sudditi coinvolti, trasformando l’Europa in un eterno conflitto di potere che ogni tanto vede apparire improbabili alleati, ad esempio la Turchia, governati da violenti dittatori e fatti passare come Paesi democratici e tranquilli”.

L’arresto di Mateusz Piskorski, se questa lettura fosse aderente alla verità, rientrerebbe in questa nuova Guerra Fredda a ruoli invertiti rispetto a quella oramai formalmente consegnata alla storia.

FONTE LINDRO.IT


   

 

 

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