31 dicembre: tanto per cambiare Bergoglio parla dei “profughi”

 

“Ripercorrere i giorni dell’anno trascorso – ha detto il Papa – può avvenire o come un ricordo di fatti e avvenimenti che riportano a momenti di gioia e di dolore, oppure cercando di comprendere se abbiamo percepito la presenza di Dio che tutto rinnova e sostiene con il suo aiuto. Siamo interpellati a verificare se le vicende del mondo si sono realizzate secondo la volontà di Dio, oppure se abbiamo dato ascolto prevalentemente ai progetti degli uomini, spesso carichi di interessi privati, di insaziabile sete di potere e di violenza gratuita. E, tuttavia, oggi i nostri occhi hanno bisogno di focalizzare in modo particolare i segni che Dio ci ha concesso, per toccare con mano la forza del suo amore misericordioso.

Non possiamo dimenticare che tante giornate sono state segnate da violenza, da morte, da sofferenze indicibili di tanti innocenti, di profughi costretti a lasciare la loro patria, di uomini, donne e bambini senza dimora stabile, cibo e sostentamento. Eppure, quanti grandi gesti di bontà, di amore e di solidarietà hanno riempito le giornate di quest’anno, anche se non sono diventate notizie dei telegiornali! Le cose buone non fanno notizia. Questi segni di amore non possono e non devono essere oscurati dalla prepotenza del male. Il bene vince sempre – ha detto il Papa – anche se in qualche momento può apparire più debole e nascosto”.



   

 

 

2 Commenti per “31 dicembre: tanto per cambiare Bergoglio parla dei “profughi””

  1. Come no!La stragrande maggioranza di chi viene traghettato è maschio e in età di servizio militare;dove sono le donne,i vecchi e i bambini,a parte quelli che-più o meno uno su dieci-fanno vedere incessantemente i grandi media per far leva sul pietismo delle masse?

  2. Bergoglio parla qualche volta anche di paga il conto di questa invasione, cioè di noi !

Commenti chiusi

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