Valorizzare il territorio, proposte nel circondario imolese per rispondere alla crisi

VALORIZZARE IL TERRITORIO E AUMENTARNE L’ATTRATTIVITÀ (enogastronomia, spazi verdi, autodromo e terme..): QUESTE LE PROPOSTE DI FAMIGLIE E IMPRESE DEL CIRCONDARIO PER RISPONDERE ALLA CRISI

È quanto emerge dall’indagine Nomisma realizzata per Confesercenti Imola

COMUNICATO STAMPA

imolaBologna, 07-10-2015 – Nomisma ha realizzato per Confesercenti Imola un percorso di analisi con l’obiettivo di indagare su percezioni e opinioni delle famiglie e delle imprese del Circondario Imolese.

Da quanto si evince dal rapporto Nomisma, la situazione economica degli imolesi è peggiorata negli ultimi 2-3 anni, a sostenerlo è il 46% delle famiglie del Circondario. La difficile congiuntura economica ha portato a un cambiamento degli stili di vita: 4 famiglie su 5 dichiarano di aver modificato le proprie abitudini di acquisto per risparmiare. Il 75% ha ridotto le spese superflue comprando solo l’essenziale, un’altra parte considerevole (il 79%) ha ridotto le spese fuori casa come ad esempio le cene in pizzeria preferendo sagre o feste di paese ai pubblici esercizi. Gran parte delle famiglie (il 61%) ha, inoltre, abbandonato i piccoli esercizi orientandosi verso la Grande Distribuzione. Più in generale, il 38% delle famiglie ha ridotto la propria spesa e una su cinque non è riuscita a far quadrare il bilancio dovendo ricorrere all’impiego dei propri risparmi o alla richiesta di finanziamenti. Il 41% delle famiglie ha usufruito del “bonus” di 80 euro introdotto dal governo e il 71% lo ha utilizzato interamente ogni mese per far fronte alle spese. Nonostante questo, un quinto delle famiglie prevede che, anche per il 2015, la spesa per gli acquisti di beni di consumo e servizi sarà in diminuzione.

Quali sono i beni di consumo ai quali le famiglie hanno rinunciato negli ultimi 2-3 anni? Al primo posto troviamo la categoria dei viaggi e vacanze (23% delle famiglie), seguita da abbigliamento e calzature (12%) e pasti fuori casa (8%).

L’indagine ha messo in evidenza anche la percezione della qualità della vita da parte degli imolesi. Per il 56% delle famiglie la situazione è peggiorata negli ultimi anni anche a causa dell’aumento della microcriminalità: per 7 famiglie su 10 (e per il 57 % delle imprese del Circondario) il fenomeno si è intensificato negli ultimi 2-3 anni.

Le scelte di consumo delle famiglie del Circondario imolese hanno evidentemente un impatto diretto anche sulle piccole-medie imprese (del commercio, servizi e artigianato di servizi e del turismo): la seconda parte del contributo di Nomisma ha evidenziato come negli ultimi 2-3 anni, il 55% delle aziende abbia visto peggiorare il proprio risultato economico e la complessità di gestione in generale. Le principali difficoltà incontrate per 2 aziende su 5 sono ricondotte alla forte pressione fiscale, considerata insostenibile anche a livello locale. Le difficoltà nascono anche dai costi che le imprese devono sostenere per il mantenimento della propria attività: il 79% delle imprese ha registrato un aumento dei costi delle utenze, un ulteriore 31% ha visto crescere i costi per affitto del locale. Difficoltà anche sul fronte della domanda: il 15% delle imprese denuncia una riduzione del numero dei clienti serviti e un calo del fatturato. A ciò si affianca il pensiero generalizzato che gli adempimenti burocratici siano aumentati in maniera considerevole negli ultimi anni. Tale aumento va ad influenzare anche il bilancio delle imprese del Circondario, l’87% delle quali ritiene che gli adempimenti burocratici abbiano un’incidenza significativa sul bilancio delle aziende.

Oltre alle difficoltà legate alla congiuntura economica negativa, le imprese del Circondario hanno dovuto affrontare la competizione delle attività a “regime agevolato” (es. sagre, fiere, mercati degli hobbisti, del riuso, circoli privati e agriturismi) che pur essendo regolarmente autorizzate godono di regimi fiscali e regolamentari agevolati. Questo tipo di attività, presenti all’interno del Circondario Imolese secondo il 72% delle imprese che operano nel territorio, si sono moltiplicate negli ultimi 2-3 anni (lo sostiene il 42% delle imprese). Le forme di attività agevolate più presenti nel territorio sono la somministrazione di cibi e bevande in sagre, fiere e feste di paese (secondo il 41% delle aziende che hanno rilevato il fenomeno), seguite da mercatini occasionali (18%) e dalla ristorazione in agriturismo (16%).

“Nonostante le complessità legate alla congiuntura economica degli ultimi anni e la competizione derivante dalle attività legate ai regimi agevolati, le imprese del Circondario Imolese riescono a mantenere la propria funzione sociale nel territorio: il 70% dichiara che il numero di dipendenti è rimasto stabile nel corso degli ultimi 2-3 anni.” commenta Silvia Zucconi – Commercio e Consumi Nomisma- che ha coordinato la ricerca.

La buona capacità di reazione delle imprese del Circondario di fronte alla crisi economica è testimoniata anche dall’attivazione di una serie di attività promozionali e di comunicazione messe in atto negli ultimi 2-3 anni: il 77% ha investito in attività di promozione (apertura di un profilo Facebook, Twitter, creazione di un sito internet). Investimenti di tipo strutturale (legati alla manutenzione, ai nuovi arredamenti e alle migliorie per il risparmio energetico), invece, sono stati effettuati solo da una azienda su 5.

Ma alla luce di questi risultati, cosa chiedono le famiglie e le imprese del Circondario Imolese?

Le imprese del territorio individuano i temi su cui le istituzioni dovrebbero dare priorità: incrementare le occasioni di attrazione di flussi turistici del circondario (il 38% delle imprese indica la promozione del territorio e il miglioramento delle infrastrutture ricettive e dell’offerta turistica tra i temi da sottoporre alle istituzioni), sfruttando maggiormente i punti di forza del Circondario: le eccellenze agroalimentari del territorio (per il 30% delle famiglie e 57% delle imprese l’enogastronomia rientra tra i principali punti di attrattività del Circondario), i parchi e le aree verdi (per il 35% delle famiglie e il 25% delle imprese), l’autodromo di Imola (26% e 47%), gli eventi sportivi e musicali (20% e 30%) e lo sviluppo del polo termale di Castel San. Pietro Terme (per il 22% delle famiglie e delle imprese). Tra le altre esigenze, le imprese manifestano azioni concrete per favorire l’occupazione e lo sviluppo all’interno del Circondario (38%).

L’ultimo focus dell’indagine ha approfondito gli aspetti relativi alla riforma istituzionale della Città Metropolitana: il 64% delle imprese (e il 61% delle famiglie) è consapevole dell’esistenza di questo nuovo ente; tuttavia la maggioranza delle imprese (42%) sostiene che questo cambiamento non avrà alcun impatto sul proprio territorio. Tra le famiglie, invece, la maggioranza (32%) non riesce ad esprimere un giudizio. Più decisi sono invece gli over 51: il 24% pensa che l’istituzione del nuovo ente possa portare dei risvolti positivi per il proprio Comune e, in generale, per il Circondario Imolese.

“Lo studio evidenzia che la PMI è una risorsa per le città, per l’economia del territorio, per l’occupazione e la socialità. La loro presenza valorizza e rende attrattivi i centri storici, presidia e fornisce servizi nelle frazioni e nelle periferie urbane. Bisogna realizzare le condizioni per il loro futuro. Occorre ridurre la pressione fiscale ed i tributi locali” – dichiara il Presidente della Confesercenti del Territorio Imolese Stefano Salvatori.

“Che le imprese considerino come punto di forza a cui dare alta priorità quella di aumentare la capacità di attrazione dei flussi turistici valorizzando enogastronomia, autodromo, terme ed aree verdi, ritenendo che molto sia già stato fatto per la riqualificazione dei centri città, ci impegna tutti, amministrazione ed associazione, a proseguire, magari ad accelerare, il lavoro che si sta facendo di ammodernamento e rinnovo funzionale delle strutture a valenza turistica, autodromo in primis. Medesimo impegno va posto anche nel riposizionamento del sistema turistico locale, ampliando l’offerta da proporre favorendo nuove relazioni con la Città Metropolitana ed il territorio Faentino. L’enogastronomia, che favorisce il richiamo turistico, è messa in valore dai pubblici esercizi e dai ristoranti, ma le imprese stanno subendo una forte e non più sopportabile concorrenza, come evidenzia la ricerca, dal proliferare di sagre e feste che somministrano alimenti e bevande con regole agevolate. Occorre intervenire per mettere regole uguali per tutti” – conclude il Direttore della Confesercenti del Territorio Imolese.



   

 

 

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