Scuola, Mattarella presidente degli stranieri: integrare i figli dei migranti

 

Mattarella ha inaugurato a Napoli l’anno scolastico e dopo giorni di dibattito sulla presenza di stranieri nelle scuole ha spiegato che “l’integrazione sta producendo risultati e assistiamo a un avanzamento negli studi di molti giovani stranieri”. “E’ importante per l’Italia e per l’Europa intera – ha osservato – il modo con il quale saremo capaci di integrare i figli dei migranti”.

La scuola italiana ospita oggi 800mila studenti stranieri, meta’ dei quali nati in Italia, anche se a volte sorgono difficolta’ soprattutto per la scarsa conoscenza della lingua italiana. Ma “l’integrazione costituisce un vantaggio per la coesione e la serenita’ sociale”. Mattarella salendo sul palco allestito nel cortile della scuola Davide Sannino, nel quartiere Ponticelli di Napoli, il presidente ha esortato i ragazzi a frequentare gli istituti. “Andate a scuola – ha detto – Mattarella -. Non ne fuggite. Non fatevi vincere dalla sfiducia. La scuola e’ vostra, cosi’ come vostro e’ il futuro”. In una citta’ e in una regione in cui ancora e’ alta la dispersione scolastica, il capo dello Stato ha ricordato l’esempio di Malala che “ha ricevuto il premio Nobel per la Pace per aver tenacemente affermato il proprio diritto alla scuola”.

La scuola, ha proseguito il presidente della Repubblica “cambia la vita. E’ l’anticorpo al conformismo e, dunque, alla sottomissione. La conoscenza e’ liberta’, liberta’ di esprimere i talenti diversi e le diverse aspirazioni”. E ancora piu’ in generale “l’istruzione e’ la chiave della coscienza civile di un Paese. La capacita’ di crescere insieme agli altri rappresenta la porta che apre a una cittadinanza piena”. Mattarella non ha nascosto “i molti problemi che siete costretti ad affrontare quotidianamente. Non dimentico le difficolta’, le carenze, le sofferenze contro le quali combattete”, ma con la sua presenza a Napoli “voglio dire a voce alta che avanzare insieme e’ possibile e che la scuola e’ strumento straordinario di crescita personale e collettiva. Se la scuola non fosse questo, tradirebbe la sua ragione costitutiva”.
(AGI) .



   

 

 

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