Intimidazione riuscita, Tunisia pronta a collaborare con la Nato

Incontro tra il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ed il ministro degli Esteri tunisino, Taieb Baccouche, oggi a Bruxelles per un incontro sui temi della sicurezza della regione e i mezzi per incrementare la partneship tra l’Alleanza Atlantica e la Tunisia. Lo si legge sul sito della Nato.

Stoltenberg ha manifestato la sua vicinanza al popolo tunisino per i recenti attentati terroristici del Bardo e Sousse e sottolineato come questi terribili atti compiuti da estremisti dimostrino l’esigenza che la Nato ed i propri partners lavorino ancora piu’ strettamente.

Attentato al resort, il Pentagono vuole installare una base USA in Tunisia

Il segretario generale Stoltenberg ha ribadito che la Nato continuerà a sostenere la Tunisia a proposito delle nuove sfide che la attendono, compresa quella della lotta al terrorismo, nell’ambito del programma di dialogo mediterraneo dell’Alleanza Atlantica. Stoltenberg e Bacchouche concordano inoltre sull’importanza di mantenere un regolare dialogo a livello politico tra Nato e Tunisia per rafforzare la portata della cooperazione pratica. (ANSAmed)

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Si noti che i sospetti circa l’esistenza di un accordo per l’installazione di una base militare  in Tunisia era apparso durante la visita del presidente tunisino Beji Caid Essebsi a Washington lo scorso maggio, in cui si è incontrato con il presidente Barack Obama, il quale ha detto senza mezzi termini che prevede di fare della Tunisia “un importante partner strategico”. Inoltre ha offerto un aiuto economico di 100 milioni di dollari, dei quali ha già fatto richiesta al Congresso.

Essebsi, prima dell’attentato al museo Bardo, era fortemente contrario ad una base USA nel Paese.

Quello scontro tra il Presidente tunisino e l’ambasciatore USA

Nell’incontro, l’ambasciatore Usa intendeva insistere sul progetto di una base militare statunitense in Tunisia, una proposta alla quale – secondo Press Tv – il presidente tunisino avrebbe reagito con grande irritazione. Non solo. Pare che la “irritazione” di Essebsi per le pressioni statunitensi sia arrivata al punto di negarsi ad una telefonata di Obama.

 

 



   

 

 

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