Expo, Ministero: vietate scritte politiche su magliette degli studenti

boschi

 

Qualsiasi tipo di materiale “stampato e scritto”, “contenente propaganda a dottrine politiche, ideologiche e religiose” non può entrare dentro Expo. Dice così la circolare inviata a tutte le scuole, su disposizione del ministero dell’Istruzione. Un vero e proprio vademecum pensato per gli studenti che andranno in gita a Rho-Pero.

Come scrive Repubblica, resta un mistero chi abbia deciso di mettere tra i divieti alle scolaresche – come quello che dice no all’ingresso con lattine e bevande in vetro, coltelli e taglierini – anche il riferimento alla sfera politica e religiosa, che ovunque è garantita e libera.

I provveditorati, compreso quello lombardo, spiegano che il documento diramato prende spunto dalle indicazioni generali fornite da Expo. Mentre a Expo si dice che nessuno ha mai posto divieti del genere, e quindi il ministero ha agito in piena autonomia.

La risposta in Parlamento del ministro per le Riforme Boschi: “Il ministero si è limitato a trasmettere le regole di accesso ad Expo che valgono non per le scolaresche o i docenti in modo specifico ma che valgono per tutti. Ovviamente Expo Spa è una società privata”. Expo, ha sottolineato la Boschi, “è una fiera che è qualificata come luogo privato aperto al pubblico e, ai sensi dell’articolo 1341 del codice civile, chiunque voglia accedere ad Expo deve sottostare al regolamento. Quindi, attraverso l’acquisto del biglietto, si accettano anche le regole per l’accesso. Tra queste vi sono delle regole volte a tutelare la sicurezza”.



   

 

 

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