Transdnistria, la NATO provoca la Russia

 

Transdnistria

di Giulietto Chiesa

L’esercito ucraino ha già spostato batterie di missili terra-aria nella regione di Odessa. L’obiettivo potenziale sarebbe quello di abbattere aerei russi che potrebbero essere impiegati per impedire il blocco della Transdnistria e per portare rifornimenti alla popolazione. La Transdnistria si trova ora accerchiata. Da una parte la Moldova, repubblica guidata da quisling pro-europei, dall’altra l’Ucraina nazista.

La Transdnistria è uno stato, molto piccolo, non riconosciuto praticamente da nessun paese, risultato delle disgregazione dell’URSS, ma che ha intensi rapporti politici, commerciali, industriali, economici con la Russia, essendo abitato in gran parte da russofoni e che non ha nessuna intenzione di ritornare all’intero della Moldova. La quale, a sua volta, sta diventando una colonia europea, con l’aggiunta del pericolo di essere assorbita dalla Romania (la quale ha precise mire espansive su quel territorio, favorita dalla affinità linguistica visto che in Moldova si parla rumeno e russo).

Le merci passavano, prima del golpe ucraino, abbastanza facilmente attraverso la frontiera con la regione di Odessa. Adesso la tensione è molto alta. Il confine è spesso bloccato. Gli strateghi della Nato hanno già fatto i loro calcoli. Secondo informazioni attendibili ci sarebbero già state infiltrazioni di squadre di commandos (di incerta provenienza) sul territorio, in vista di una “insurrezione popolare”. E’ una delle diverse provocazioni (non l’unica) che la Nato e i servizi segreti occidentali stanno preparando per trascinare la Russia in un conflitto. L’Ucraina è lo strumento principale, non l’unico, di queste provocazioni.

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