Emergenza immigrati, Prodi: io avevo la forza di trattare con Gheddafi

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L’instabilità libica e l’emergenza sbarchi sono frutto di una “tragica asimmetria nella politica europea” che negli ultimi venti anni si è occupata molto di allargamento e poco di Mediterraneo, insieme al progressivo disimpegno nell’area di Usa e Russia. Ora “bisogna tentare di ricostruire una azione europea comune volta a sensibilizzare le grandi potenze per tentare di ricostruire lo Stato in Libia”.

E’ il quadro della situazione offerto dall’ex premier Romano Prodi, in una articolata audizione in commissione affari Esteri del Senato, secondo il quale “se non c’è un accordo tra le grandi potenze, non si riesce a ricostruire lo Stato e senza lo Stato libico non si riesce più a regolare nulla”.

“Gheddafi – ha raccontato – tutti i giorni minacciava di mandare i barconi ma io avevo la forza di trattare. Gli compravamo il petrolio, lui ogni tanto requisiva un peschereccio, poi lo rilasciava, c’era sempre questo su e giù. Ora ci sono solo bande di criminali” a gestire il fenomeno.

 



   

 

 

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